venerdì 3 aprile 2009

Un disegno di legge contro i diritti

Questo articolo è preso da Nature e tradotto dal sito italiadallestero.info

Il Senato italiano ha approvato un disegno di legge che ignora la volontà dei pazienti e la Costituzione stessa del Paese.

Il 26 marzo il Senato italiano ha approvato un disegno di legge che darebbe ai medici del Paese il diritto di ignorare il testamento biologico di coloro che sono in uno stato vegetativo permanente, per provare a tenere in vita i pazienti grazie alla nutrizione artificiale.

La misura ha causato intense polemiche. Molti Paesi possiedono leggi o codici stabiliti per le procedure mediche, che proteggono la volontà espressa da un individuo di rifiutare trattamenti qualora diventi gravemente inabile ed incapace di comunicare. Nella maggior parte degli stati USA, per esempio, un medico deve negoziare con i parenti attraverso un comitato etico, se crede che un paziente incapace di comunicare possa trarre beneficio da ulteriori trattamenti. Invece il disegno di legge italiano, ora in discussione in Parlamento, consente espressamente ai medici di ignorare tali testamenti biologici. Esso afferma inoltre che la nutrizione artificiale - che richiede l’impianto di un tubo per l’alimentazione nello stomaco - non sia considerata un intervento clinico.

Curiosamente, la legge proposta si applica solo ai pazienti in coma profondo e prolungato, noto come stato vegetativo persistente, e non a quelli con altre malattie inabilitanti in modo simile. Questo perché il disegno di legge è stata incitato dalla recente ed ampiamente pubblicizzata morte di Eluana Englaro, che ha passato 17 anni in stato vegetativo in seguito ad un incidente automobilistico avuto all’età di 21 anni. Il padre, sostenendo che sua figlia avesse espresso il desiderio di essere lasciata morire qualora avesse perso la capacità di intendere e volere, aveva insistito con i medici riluttanti affinché le sospendessero l’alimentazione artificiale. Alla fine, ha intrapreso un’azione legale, avendo la meglio in un tribunale dopo l’altro nella battaglia contro gli appelli dei medici. A febbraio, ha ottenuto finalmente che la figlia venisse trasferita in un ospedale disposto a rimuovere il tubo dell’alimentazione. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha emanato un decreto di urgenza per bloccare il processo, ma il Presidente della Repubblica si è rifiutato di firmarlo. La crisi costituzionale è stata evitata quando la Englaro è morta il 9 febbraio.

I sondaggi hanno evidenziato che la larga maggioranza di italiani non appoggiano l’idea che il testamento biologico possa essere ignorato. Ma le società scientifiche più importanti sono rimaste in silenzio. La Federazione dei Medici Italiani ha pubblicato solamente una mite dichiarazione in seguito al voto del Senato, suggerendo che avrebbe dovuta essere stata consultata a riguardo.

Nel corso di una vicenda così tragica come quella della Englaro, un sentimento alimentato dai media non è certo una buona base per fare leggi. La Costituzione italiana afferma che nessuno può essere costretto a sottoporsi ad un trattamento medico senza il suo consenso. La camera dei Deputati deve ora assicurare che il disegno di legge venga permeato dal giusto livello di complessità scientifica e legale e che risponda a tale disposizione costituzionale. La discussione avrà bisogno di considerare il richiesto maggiore coinvolgimento della comunità medica e le disposizioni dovrebbero essere fatte tenendo conto delle obiezioni di coscienza di chi si prende cura dei pazienti. Ma un medico la cui coscienza impedisca di rimuovere personalmente un tubo per l’alimentazione non dovrebbe certo avere l’ultima parola sulla vita o la morte di un paziente la cui volonta è stata espressa chiaramente.


Fonte originale:
http://www.nature.com/nature/journal/v458/n7238/full/458550a.html

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Testamento Idiologico



Il 26 marzo il Senato ha approvato il disegno di legge Calabrò sul testamento biologico, senza ascoltare nessun emendamento dei numerosi proposti dall'opposizione, di fatto non vi è stata alcuna discussione è stato semplicemente imposto dalla maggioranza.
Una vera democrazia non si misura su quanto è forte la parte che governa, ma su quanto vengono tutelate le minoranze, in altri termini su quanto le scelte cerchino di danneggiare o limitare le libertà del minor numero di persone.
Prima di parlare del testamento biologico in se volevamo soffermarci sul fatto che pare che tutti i giornalisti si siano scordati che il Berlusconi che oggi difende la vita è lo stesso che negli anni '80 ha fatto abortire sua moglie al settimo mese di gravidanza, come riportato dalla stessa Veronica in un intervista sul "Corriere" di qualche anno fa.
Personalmente ci troviamo d'accordo con la Chiesa Cattolica quando dice che nella nostra società, un malato che non produce reddito viene vista come un peso, e che questo non dovrebbe essere motivo di scelta sul fine vita. Spesso essere in determinate situazioni significa il non essere accettati da chi ci sta intorno, e che ci vorrebbe più umanità e comprensione.
Crediamo però che queste ragioni, non debbano essere confuse con la libertà di scelta su quali trattamenti medici accettare o rifiutare, di sicuro la nostra società deficita di umanità, ma il problema non si risolve imponendo delle scelte.
Detto questo, analizziamo cosa sancisce questo testamento biologico:

testamento biologico Art 1

1. La presente legge, tenendo conto dei princìpi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione: [...]

testamento biologico Art 3

[...]
6. Anche nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità,

fatta a New York il 13 dicembre 2006, l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento.

[...]

E allora a che serve il testamento biologico? Lasciare a una persona la possibilità di decidere sul suo futuro o su come deve finire la SUA vita mi sembra il minimo che una societa' civile possa fare per i propri cittadini.
Permettere la scelta non toglie o limita la liberta', la estende. Nessuno obbliga chi vuole restare in vita a qualunque costo a sospendere i trattamenti. Si chiede solo di permettere ad un individuo di fare la propria scelta in merito. Se IO ritengo che una vita da vegetale non sia da considerarsi tale allora devo essere IO e solo IO a poter decidere. Se voglio lasciare disposizioni perche' mi lascino morire se divento un vegetale con quale diritto lo Stato me lo puo' negare?
Nei paesi civili il testamento biologico ha lo scopo di sollevare il medico e i parenti dalla responsabilita' di decidere sul fine vita di una persona e di chiarire, in modo chiaro e univoco, cosa questa voglia fare in casi estremi come quelli di Piergiorgio Welby e Eluana Englaro. Qui, questa dichiarazione, vale meno della carta su cui e' scritta.

testamento biologico Art 7

1. Le volontà espresse dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento sono prese in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno.
[...]
Di fatto, come si può notare, questo comma rende completamente inutile la stesura di un testamento biologico.

Costituzione

Art. 13.

La libertà personale è inviolabile.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

Mi sembra che la costituzione sia chiara sulla liberta' individuale.

Costituzione
Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Come questi articoli possano essere in accordo con la costituzione lo sanno solo loro. Saro' libero di decidere PER ME quali sono i limiti del rispetto della MIA persona.

Alla prossima
JS e Paggio

Fonti
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00311657.pdf
http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm
http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=87875&idCat=99

Vi consigliamo di leggervi anche il comunicato stampa di ieri 2 Aprile della Consulta di Bioetica di Verona che potete scaricarvi da qui

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giovedì 2 aprile 2009

Gaffe

Ennesima gaffe di Berlusconi al G20 di Londra che si fa rimproverare dalla Regina Elisabetta per il tono di voce usato.

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mercoledì 1 aprile 2009

Disabilià nelle scuole



E' un po' di giorni che ho il materiale pronto per scrivere questo articolo, ma il senso del disgusto mi ha fatto procrastinare la sua stesura, e sinceramente lo sto facendo mal volentieri, ma veniamo a noi: riforma e cambiamento sono le parole che hanno caratterizzato questi ultimi anni, e la scuola, più di altre realtà, è stata oggetto e destinataria di modifiche, anche radicali. Fino ad oggi, il processo di integrazione è uscito indenne dai ritocchi via via approvati e tuttavia, in quest'ultimo periodo, le modifiche apportate alla scuola pubblica, senza confronto né dibattito con gli operatori scolastici e con i rappresentanti della società civile, inducono a maggiore cautela e ad assumere un atteggiamento di difensiva, perché qualcosa "non quadra".
Infatti, se la normativa sull'integrazione resta vigente (Legge 104/92, sentenze, decreti ecc.), alcune "correzioni", all'apparenza lievi, introducono elementi di preoccupazione.
Si sta cercando di creare dei veri propri ghetti, già ora in molte scuole italiane stanno aumentando alcune iniziative, salutate con entusiasmo: si tratta di "contenitori" destinati ai soli alunni con disabilità, spacciati come "laboratori esclusivi" e dai presupposti innovativi. In realtà sono spazi che contribuiscono alla divisione, in quanto "separano" l'alunno con disabilità dal resto della classe, vanificando ogni presupposto di inclusione, anzi creando maggiori problemi di integrazione.
Quel che peggio è che si sono "creati" spazi denominati di volta in volta nucleo potenziato o classe speciale, quando non stanza del sorriso o stanza delle autonomie, aula delle buone prassi o altri fantasiosi appellativi, insomma il tutto con un gusto che ricorda vagamente la scritta "Arbeit macht frei" all'ingresso di Auschwitz.
L’art.5, comma 2* del provvedimento Gelmini afferma che «le classi frequentate da alunni con disabilità non possono avere, di norma, più di 20 alunni» solo nel limite delle dotazioni organiche complessive. Poi però nel successivo comma 3 si afferma, in contrasto con quanto sopra, che «le classi e le sezioni delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado che accolgono alunni con disabilità possono essere costituite anche in deroga al limite previsto dal comma 2». Di fatto si propone una liberalizzazione, si abroga il limite massimo di alunni disabili per classe. E si rende estremamente difficoltosa la costituzione di classi iniziali di corso con non più di 20 alunni.
Attualmente gli studenti con disabilità nella scuola pubblica sono 184mila. E per il prossimo anno è previsto un incremento di 6.500 unità. Gli insegnanti di sostegno affidati alla classe - e non come erroneamente si dice esclusivamente al ragazzo disabile - sono 90.500, la maggiorparte dei quali è in organico di fatto: cioè con un contratto annuale e spesso senza alcuna formazione specifica. La Gelmini per 2009/2010 ha riconfermato per il sostegno gli stessi organici. Vale a dire, ha agito con il bisturi, visto che non ha tenuto conto delle nuove iscrizioni e il trend di aumento degli alunni con disabilità.
La scuola dell’integrazione richiede competenze e risorse adeguate. Inoltre, docenti formati (insegnanti di tutte le discipline e quelli di sostegno), tempi distesi per l’apprendimento degli alunni con disabilità, nonché una continuità educativo-didattica per tutti gli anni di corso per i ragazzi con handicap. Tutto questo resta un sogno e non si risolve facendo mettere un camice alle insegnanti di sostegno...

Fonti:
http://www.superando.it/content/view/4307/116/
http://www.disablog.it/2009/03/31/la-gelmini-non-ama-i-disabili-sara-ridotto-il-sostegno-a-scuola/

*Non sono riuscito a trovare il link al provvedimento e in altre fonti risulta all'art.7

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lunedì 30 marzo 2009

TERRIFICANTI E PERICOLOSISSIME STRONZATE



Riporto le esternazioni della Gelmini

La scuola non appartiene alla sinistra e al sindacato ma appartiene agli italiani. È iniziata una rivoluzione della responsabilità e a chi non si riconosce nei valori della sinistra voglio dire che è finita l'oppressione culturale [...] Qualcuno ha sempre considerato la scuola come un luogo dove alimentare ideologie vecchie e bocciate dalla storia, un luogo separato dalla realtà. Ebbene io vi dico: è finita un'epoca, è finita l'epoca dell'indottrinamento ideologico. Nella scuola è cominciata al rivoluzione della responsabilità e del merito, unica vera leva di mobilità e progresso sociale. Io dico ai tanti insegnanti e ai tanti ragazzi che non si riconosco nelle idee e nei valori della sinistra: l'oppressione culturale è terminata


Credo che i moltissimi studenti e docenti di destra e centro destra si debbano sentire offesi da queste dichiarazioni.

fonte
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article22493.html

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sabato 28 marzo 2009

Docenti occupano Università in Francia

Riportiamo la notizia tratta da OrrizonteScuola.it del 28 marzo 2009:
Il 26 marzo 2009, la Sorbona e' stata occupata dai docenti.

In Italia a darne oggi notizia e' stato solo il Manifesto ("I ricercatori occupano la Sorbonne"). In questo articolo vi sono due imprecisioni: ad occupare sono stati i Docenti-ricercatori e non solo i "ricercatori" e a opporsi al proseguimento della mobilitazione non sono stati "i presidi di facolta'" ma i Rettori (la CPU). La 'grande' stampa ha invece preferito tacere su una iniziativa che da' la misura dell'entita' e e della qualita' della protesta che il mondo universitario francese conduce da settimane contro i progetti governativi di smantellamento dell'Universita' pubblica.

Altre fonti interessanti:

Sito di riferimento della protesta Francese:
http://www.sauvonsluniversite.com/

"I ricercatori occupano la Sorbonne", Manifesto del 27.3.09: http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2009/03/27SIO5167.PDF

Documento della Conferenza dei Presidenti delle Universita' francesi (CPU) del 25.3.09:
http://www.sauvonsluniversite.com/spip.php?article2260

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mercoledì 25 marzo 2009

Demenza


Non ha bisogno di commento, leggete...
NAPOLI - "Io ho detto che deve lavorare di
più chi ha la possibilità di farlo. Auspico che chi è stato licenziato si trovi qualcosa fare, io non starei con le mani in mano...". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi tornando, a Napoli, sulle sue affermazioni dei giorni scorsi, per le quali gli italiani devono lavorare di più.

vedete voi...

fonti:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/crisi-25/licenziati-berlusconi/licenziati-berlusconi.html

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