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mercoledì 1 aprile 2009

Disabilià nelle scuole



E' un po' di giorni che ho il materiale pronto per scrivere questo articolo, ma il senso del disgusto mi ha fatto procrastinare la sua stesura, e sinceramente lo sto facendo mal volentieri, ma veniamo a noi: riforma e cambiamento sono le parole che hanno caratterizzato questi ultimi anni, e la scuola, più di altre realtà, è stata oggetto e destinataria di modifiche, anche radicali. Fino ad oggi, il processo di integrazione è uscito indenne dai ritocchi via via approvati e tuttavia, in quest'ultimo periodo, le modifiche apportate alla scuola pubblica, senza confronto né dibattito con gli operatori scolastici e con i rappresentanti della società civile, inducono a maggiore cautela e ad assumere un atteggiamento di difensiva, perché qualcosa "non quadra".
Infatti, se la normativa sull'integrazione resta vigente (Legge 104/92, sentenze, decreti ecc.), alcune "correzioni", all'apparenza lievi, introducono elementi di preoccupazione.
Si sta cercando di creare dei veri propri ghetti, già ora in molte scuole italiane stanno aumentando alcune iniziative, salutate con entusiasmo: si tratta di "contenitori" destinati ai soli alunni con disabilità, spacciati come "laboratori esclusivi" e dai presupposti innovativi. In realtà sono spazi che contribuiscono alla divisione, in quanto "separano" l'alunno con disabilità dal resto della classe, vanificando ogni presupposto di inclusione, anzi creando maggiori problemi di integrazione.
Quel che peggio è che si sono "creati" spazi denominati di volta in volta nucleo potenziato o classe speciale, quando non stanza del sorriso o stanza delle autonomie, aula delle buone prassi o altri fantasiosi appellativi, insomma il tutto con un gusto che ricorda vagamente la scritta "Arbeit macht frei" all'ingresso di Auschwitz.
L’art.5, comma 2* del provvedimento Gelmini afferma che «le classi frequentate da alunni con disabilità non possono avere, di norma, più di 20 alunni» solo nel limite delle dotazioni organiche complessive. Poi però nel successivo comma 3 si afferma, in contrasto con quanto sopra, che «le classi e le sezioni delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado che accolgono alunni con disabilità possono essere costituite anche in deroga al limite previsto dal comma 2». Di fatto si propone una liberalizzazione, si abroga il limite massimo di alunni disabili per classe. E si rende estremamente difficoltosa la costituzione di classi iniziali di corso con non più di 20 alunni.
Attualmente gli studenti con disabilità nella scuola pubblica sono 184mila. E per il prossimo anno è previsto un incremento di 6.500 unità. Gli insegnanti di sostegno affidati alla classe - e non come erroneamente si dice esclusivamente al ragazzo disabile - sono 90.500, la maggiorparte dei quali è in organico di fatto: cioè con un contratto annuale e spesso senza alcuna formazione specifica. La Gelmini per 2009/2010 ha riconfermato per il sostegno gli stessi organici. Vale a dire, ha agito con il bisturi, visto che non ha tenuto conto delle nuove iscrizioni e il trend di aumento degli alunni con disabilità.
La scuola dell’integrazione richiede competenze e risorse adeguate. Inoltre, docenti formati (insegnanti di tutte le discipline e quelli di sostegno), tempi distesi per l’apprendimento degli alunni con disabilità, nonché una continuità educativo-didattica per tutti gli anni di corso per i ragazzi con handicap. Tutto questo resta un sogno e non si risolve facendo mettere un camice alle insegnanti di sostegno...

Fonti:
http://www.superando.it/content/view/4307/116/
http://www.disablog.it/2009/03/31/la-gelmini-non-ama-i-disabili-sara-ridotto-il-sostegno-a-scuola/

*Non sono riuscito a trovare il link al provvedimento e in altre fonti risulta all'art.7

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domenica 8 febbraio 2009

Tovarish Berlusconi

Tovarish Berlusconi, compagno Berlusconi, amico di Putin,
e fedele alla Costituzione "filosovietica" Italiana.
Fedele almeno quanto la sua coerenza nei confronti
del rispetto al valore della vita umana.
No alla sospensione del trattamento medico a Eluana,
Si all'eugenetica, ed assassino del proprio figlio,
poiché al settimo mese di gravidanza.
Difensore dei valori di comodo, o in alternativa
dei valori bollati, ma non dei nostri valori morali.
Promotore dell'etica del profitto ad ogni costo,
tovarish con te volare sarà un piacere.
Paladino della libera informazione controllata,
Biagi, Santoro e come si chiama l'altro?..
Baluardo della giusta giustizia,
secondo solo all'eroe Vittorio Mangano.
Gagliardo dell'equità sociale,
classi separate, medici spioni e case confiscate
Mecenate della Cultura e delle Scienze,
legge 133 e 169
Perchè ci fai invidiare la non bella Russia Stalinista?

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lunedì 27 ottobre 2008

Un grazie a Cossiga per la sua solidarietà...

Ecco come Francesco Cossiga, VIII presidente della Repubblica Italiana, intende il dialogo con i pacifici studenti.
Leggete, è da sbiancare.

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406

http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf


PS, scusate il refuso, avevo linkato il Cossiga sbagliato

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mercoledì 22 ottobre 2008

COPIATE E DIFFONDETE!!!!!!!

Preparate una mail con il seguente testo da inviare alla ministra Gelmini
e diffondetela a tutti i possibili interessati!!!!!!

________________
TESTO MESSAGGIO
________________

A:
gelmini_m@camera.it

Oggetto:
All'attenzione del Ministro Gelmini Mariastella

Testo:
Salve,
con questa e-mail noi studenti universitari ci rivolgiamo a Lei per
muovere una protesta in merito ad alcun punti della legge 133:

1_ Non accettiamo il taglio dei finanziamenti agli atenei italiani: la
ricerca e lo sviluppo della cultura sono portati avanti da persone che
assiduamente lavorano per sostenere il progresso di questo paese, sia
ricercatori sia professori sia studenti.
Tagliando i fondi a queste istituzioni state dicendo "stop allo sviluppo".
E' inaccettabile una riduzione indiscriminata dei finanziamenti senza
valutazione alcuna dei meriti.

2_No all'Università come fondazione! Lo studio è un diritto di tutti,
come è scritto nella Nostra Costituzione:
"L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La
Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce
scuole statali per tutti gli ordini e gradi" (art. 33).
Con le fondazioni si rende l'istruzione elitaria.

Chiediamo che la riforma della Nostra istruzione non avvenga tramite
una manovra economica o un decreto legge, ma sia il frutto di un serio
dibattito parlamentare che coinvolga, oltre al governo, le parti
direttamente interessate (Università e studenti).


Grazie per l'attenzione

Studenti Universitari

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martedì 21 ottobre 2008