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venerdì 3 giugno 2011

Voto Fuorisede Verona




Partono le operazioni per la nomina dei rappresentanti di lista nei seggi elettorali per il referendum del 12 e 13 giugno sull'acqua.
L'opportunità è particolarmente interessante per i fuori sede (studenti, lavoratori o giramondo) che facendo richiesta di nomina entro Domenica 5 Giugno, possono votare fuori sede, ma anche per chiunque altro condivida i principi del Comitato Promotore.

Diritti dei rappresentanti di lista.

I rappresentanti di lista possono inoltre vigilare su tutte le operazioni del seggio, incluse quelle di spoglio delle schede.

Chiunque ha la possibilità di votare fuori dal proprio comune di residenza ("voto fuori sede") previa nomina come rappresentante di lista da parte dei Promotori dei due quesiti referendari sull'acqua.

Cosa fare per essere nominati

Occorre fornire ai Promotori o ai loro Delegati questi dati: nome, cognome, data di nascita, comune e provincia di nascita (se nato all'estero in quale stato); email e telefono; zona/quartiere Comune e Provincia dove vuoi votare.

Lo si può fare:

  1. compilando il form on line reso disponibile dalla segreteria nazionale del Comitato referendario alla pagina "VOTO FUORI SEDE" (http://www.referendumacqua.it/voto-fuori-sede.html)
  2. scrivendoli in un'email a info@acquabenecomuneverona.org con oggetto "nomina rappresentante di lista Verona"

Rappresentanti e rappresentanti supplenti

Abbiamo la possibilità di nominare per ogni sezione di ogni seggio 4 rappresentanti: 1 rappresentante e 1 rappresentante supplente per ogni quesito referendario

Dal momento che riteniamo molto importante poter presenziare al seggio durante le operazioni di voto, con particolare riguardo ovviamente a quelle dello spoglio finale, vi invitiamo a scriverci all'indirizzo info@acquabenecomuneverona.org segnalandoci già in fase di invio dei vostri dati se ritenete di poter dare o meno disponibilità in questo senso.

Sappiate che la norma prevede il diritto all'assenza dal posto di lavoro e il diritto a quote retributive specifiche.

Come presentarsi al voto il 12 e 13 giugno

Una volta inviati i propri dati per la nomina, occorre attendere che i Delegati eseguano le operazioni previste dalla norma di autenticazione della stessa e consegna presso gli Uffici Elettorali dei Comuni per cui si è fatta richiesta.

Il giorno del voto occorre comunque presentarsi al Presidente di Seggio con tessera elettorale e documento di riconoscimento.

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martedì 30 novembre 2010

Introduzione alla protesta dei ricercatori



Pubblico in calce a questo post uno scritto con le motivazioni della protesta inoltratomi dal Dr. Gianluigi Bellin.

I sottoscritti

constatato

* che la considerazione del ruolo dei ricercatori come primo stadio nella carriera dei docenti universitari ed il loro uso nella didattica ha oscurato l'importanza della funzione specifica della ricerca e che per assicurarne il massimo sviluppo sarebbe piuttosto opportuna la specificazione di strumenti di direzione, sostegno e valutazione dell'attività di ricerca ed una definizione più puntuale delle funzioni
e della progressione di carriera (da ricercatore a direttore di ricerca, come in altre strutture di ricerca pubblica e privata);

* che il disegno di legge Gelmini, con la nuova ripartizione dei ruoli universitari in due categorie (professori ordinari ed associati) pretestuosamente misconosce
la funzione didattica svolta per molti anni in modo eccellente da molti ricercatori, suscita in questi un giustificato scoraggiamento e nei fatti danneggia la qualità dell'offerta didattica oggi disponibile;

* cha questo vulnus nei confronti di una componente universitaria può solo essere sanato dal riconoscimento del ruolo unico della docenza che includa gli attuali ricercatori di ruolo;

* che la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori universitari iniziata dalla legge Moratti del 2005 e compiuta nel presente Disegno di Legge Gelmini elimina questa risorsa umana essenziale del sistema della ricerca pubblica in Italia, come riconosciuto anche nel progetto di legge presentato nel 2009 dalla Onorevole Paola Goisis (Lega Nord) e poi inspiegabilmente ritirato,

* che la sostituzione del ruolo dei ricercatori a tempo indeterminato con la funzione dei ricercatori a tempo determinato (sei anni dopo il dottorato di ricerca) prefigura un percorso di carriera finalizzato non alla ricerca ma piuttosto alla docenza, resuscitando di fatto la figura dell'Assistente universitario;

* che l'impropria definizione di tale percorso come analogo dell'anglosassone `tenure track' prefigura meccanismi di reclutamento universitario ancor più rigidi, protezionistici ed impenetrabili all'afflusso di docenti stranieri dei sistemi attuali;

* che la riduzione delle risorse per il diritto allo studio, sostituito dai prestiti d'onore agli studenti mette in discussione questo principio costituzionale;

* che il nuovo piano per la gestione dell'università, con il ruolo centrale di amministratori esterni all'istituzione, mette in pericolo la sua autonomia scientifica e culturale, un diritto riconosciuto da secoli all'accademia;

* considerano positiva l'introduzione di una certificazione di idoneità su scala nazionale, sulla sola base del valore scientifico dei titoli, in sostituzione della valutazione comparativa a livello locale;

* auspicano il potenziamento del CNR ed una più stretta cooperazione tra CNR
ed università anche al fine di offrire ai ricercatori sbocchi professionali alternativi alla didattica universitaria e la possibilità di passaggio tra le due funzioni;

* impegnano la Regione Veneto a ricercare le risorse per l'istituzione di un Centro di Ricerca Veneto (analogo a quello già da tempo esistete nel Trentino) per lo sviluppo sia della ricerca di base che della ricerca applicata, con ruolo distinto ma in interazione con le attività di ricerca tecnologica promosse nel settore privato,

Dr Gianluigi Bellin

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Ricercatori sul tetto a Scienze












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martedì 25 maggio 2010

domenica 12 luglio 2009

Vale pure per il traforo?


«Devono essere i cittadini di Verona a decidere su un’opera dal costo elevato, che stravolgerà la città e che rappresenta un impegno finanziario consistente che andrà a scapito di altre scelte. I cittadini decidono, l’amministrazione si adegua»

Flavio Tosi, maggio 2006, sulla Tramvia

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lunedì 22 giugno 2009

In discussione il divieto di respirare :)

Chi ha avuto il dubbio onore di vivere a Verona durante la spensierata amministrazione Tosi si sara' certamente accorto della comparsa, come funghi, di divieti e ingiunzioni. Da cose ovvie e condivisibili (quale non imbrattare!!!) a cose assurde quali non mangiare panini passeggiando davanti ai monumenti (il palazzo piu' recente del centro storico ha almeno 200 anni!!!). L'unico palazzo escluso da questa ordinanza era il municipio (avendo ben poco di storico) che e' stato oggetto di una apposito provvedimento...
Se l'ordinanza fosse applicata alla lettera acquistare un panino a un banchetto in piazza Erbe o un gelato in via Mazzini (reati gravissimi e lesivi del pubblico decoro) metterebbero l'incauto acquirente nella posizione di violare l'illuminata volonta' del nostro primo cittadino (non credo che un gelato resista fino all'uscita dal centro storico :D).
Ringraziando sentitamente il nostro sindaco per aver sacrificato la vivibilita' della nostra citta' al fine superiore di un falso decoro e di una inutile vessazione del cittadino (e del turista pagante...) vi lascio con questo bellissimo pdf (gentilmente concesso da veronainforme.noblogs.org) sui divieti assurdi che imperversano nella nostra amata Verona.

Cordiali Saluti
JS

Fonti:
http://veronainforme.noblogs.org
pdf di HARDECORO
link al post originale su veronainforme

PS, dimenticavo una chicca! divieto di piccioni!!!
leggete il pdf x saperne di piu' :D

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venerdì 29 maggio 2009

Piazza Dante, polizia pesta due giovani, ecco il vagito del Mediatismo


Mercoledì sera in Piazza dei Signori, come accade ormai da un anno e mezzo, molti giovani si sono ritrovati, alcuni hanno portato uno strumento, qualcuno ha portato e condiviso qualcosa da bere (senza eccessi), come accade in tantissime piazze d'Italia e non solo.
Verso le 23.45 arrivano 6 pattuglie dei vigili urbani, per multare due giovani che stavano suonando, al che si levano dalla piazza qualche canto di sfottò, alcuni si mettono a disegnare con i gessetti colorati per terra, dopo la colletta per pagare le multe ai 2 giovani, la serata continua normalmente nonostante le volanti.
Verso le 0.30 un giovane prende una chitarra e inizia a strimpellare, allora i vigili si avvicinano per multarlo, alcuni si mettono in mezzo per chiedere spiegazioni, ma vengono spintonati e da li a pochi secondi dopo, diverse volanti della polizia e 4 camionette piene di poliziotti in tenuta antisommossa picchiano violentemente e portano in questura due ragazzi.

Riportiamo due racconti di gente presente in Piazza Dante Mercoledì 27 Maggio 2009:

"Mercoledì 27 maggio in Piazza Dante, a Verona, si è verificato un fatto vergognoso e inaccettabile.

Sono le 22.00. Come ogni mercoledì da un po' a questa parte, la piazza si riempie di vita. Ragazze e ragazzi, cittadine e cittadini, turisti e passanti si incrociano e spontaneamente si fermano in piazza a bersi una birretta, fare due chiacchere, suonare, cantare. Vuoi per la pioggia del pomeriggio che ha impigrito qualcuno, vuoi per la partita in champions league, c'è un po' meno gente del solito: siamo poco più di un centinaio di persone. Come sempre l'atmosfera è bella rilassata.

Verso le 23.45 si presentano in piazza quattro volanti della polizia municipale per identificare e sanzionare due ragazzi che a quell'ora stavano suonando il tamburo. Dopo qualche minuto di accesa discussione, la situazione torna tranquilla. Parte spontanea una colletta per aiutare i due a coprire la cifra necessaria al pagamento della multa. Qualcuno commenta ironicamente l'intervento degli agenti, altri chiaccherano sereni ignorandone la presenza, altri disegnano con i gessetti colorati. La tensione sfuma velocemente e tutto torna tranquillo. Nonostante questo le quattro volanti rimangono accampate nella piazza per altri quaranta minuti. Motore acceso, fari puntati. Ai lati gli agenti camminano avanti e indietro nervosamente. Con loro a monitorare la situazione, sono presenti vicequestore, vice capo della digos, un numero imprecisato di agenti con ricetrasmittenti e telecamere. Alla crescente curiosità di qualche ragazzo che li interroga sul senso della loro presenza, un vigile si decide a rispondere: "Questi sono gli ordini; nel caso siamo pronti a caricare". La voce rimbalza nella piazza ma pare una semplice provocazione. Nessuno gli da più di tanto peso. E' "normale".

Qualche minuto dopo, succede qualcosa che ha dell'incredibile. Attorno alla 00.30 dalla loro postazione si sganciano, guanti alle mani, 6/7 vigili guidati dal vice comandante. Si dirigono decisi verso un angolo della piazza dove si scopre che un "criminale" sta strimpellando una chitarra in compagnia di un amico. Tanto è il frastuono che nessuno in piazza se ne è praticamente accorto. Ma gli agenti proseguono implacabili e minacciosi accerchiano il ragazzo che accortosi del loro arrivo, sbalordito, prontamente smette di suonare.

Ecco applicata l'ordinanza con la quale il sindaco vieta l'uso di strumenti musicali dopo le 22.00. Davanti a tutte e tutti si concretizza l'assurdità di un provvedimento che in nome della quiete pubblica va a colpire un ragazzo che certo non sta disturbando nessuno, tanto che il suono della sua chitarra è coperto dalle chiacchere della piazza. Spontaneamente, qualche amico gli si avvicina per capire cosa sta succedendo. I vigili si fanno subito minacciosi chiedendo i documenti a chiunque rivolga loro la parola. Molti chiaramente si rifiutano di farlo non ritenendo loro imputabile alcuna infrazione. Non hanno fatto nulla di più che qualche domanda. Di punto in bianco gli agenti, tenendo il musicista stretto in una morsa, iniziano a spintonare per liberarsi dal capannello di amici e curiosi che gli si è creato attorno ed avvicinarsi alle volanti. Qualcuno viene scaraventato a terra tra le proteste dei più. E' il caos.

Questione di un minuto da dietro la prefettura arrivano in Piazza Dante 3/4 camionette della celere e una macchina dei carabinieri, che evidentemente aspettavano il segnale posizionate nelle vicinanze. Dalle camionette scendono con casco e manganello in mano una decina di celerini che subito si lanciano verso i colleghi della municipale menando a casaccio. Nella piazza è il panico, si alzano grida di paura e denuncia. Si cerca di capire se c'è finito di mezzo l'amico, l'amica. Si grida: "vergogna!" Celere e vigili trascinano dietro le volanti due ragazzi, due studenti. Uno di questi viene colpito più volte al costato, al viso, strattonato per i capelli, sbattuto a terra ed infine caricato su una volante per essere accompagnato, insieme all'altro, in questura. Il tutto è testimoniato dalle decine di persone presenti ed è ben documentato nelle foto e nei diversi video che sono stati girati. Sul momento non viene resa nota alcuna imputazione. Una ragazza piange. Uno dei due è il suo ragazzo. Non la lasciano avvicinarsi. Davanti a lei una fila di celerini, vigili ed agenti della digos.

In piazza sono tutti scioccati per quello che hanno visto davanti ai loro occhi. Una cinquantina decidono di partire insieme a piedi e raggiungere la questura. Ad aspettarli è schierata una fila di celere. Sono ormai le 2.00. La situazione è surreale. Arrivano altri ragazzi a portare la loro solidarietà. Voci danno per imminente la liberazione dei due. Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale con aggravante e rifiuto di fornire i documenti, sempre con aggravante.

Dopo circa una mezzora gli amici possono finalmente riabbracciarli. Uno ha addosso tutti i segni delle percosse: la schiena e il costato segnati dai lividi, un occhio gonfio, un evidente "buco" nella testa causato dallo strappo di qualche ciocca di capelli.

Pensiamo che queste cose non possano accadere in un Paese che si dice libero. Ci sembra chiaro che nella nostra città in particolare ci sia un'emergenza democratica. Non permetteremo che cose simili accadano nuovamente.

Butele e butei in direzione ostinata e contraria."
E ancora
"Stasera a Verona, piazza dei Signori, verso mezzanotte sono arrivate diverse pattuglie della polizia locale. Comandati dal vice capo dei vigili Sgrella si sono imposti per fare rispettare l'ordinanza del sindaco che vieta di suonare strumenti musicali dopo le ore 22. Come ogni mercoledì, in piazza dei Signori, stasera c'erano moltissimi giovani, che si ritrovano liberamente per parlare, suonare, vivere la piazza cittadina fuori dal contesto commerciale, dei bar, dei locali.
I vigili hanno dapprima dato una multa (di 100 euro) ad un ragazzo che suonava uno strumento a percussione. La protesta si è accesa subito, un cumulo di ragazzi circondava le pattuglie chiedendo spiegazioni, protestando, ironicamente facendo bolle di sapone vicino alle macchine della polizia locale. Immediatamente è nata una colletta spontanea tra le persone presenti, che ha coperto quasi subito l'intero ammontare della multa.
Da notare che in piazza, stasera, era presente lo stato maggiore della polizia, con vicequestore, vice capo della digos, un numero imprecisato di vigili e di poliziotti, che riprendevano e monitoravano la situazione.
La polizia si è fermata in piazza presidiandola per un lungo lasso di tempo, con l'evidente intenzione di scoraggiare il ritrovo.
Vedendo che la gente non se ne andava, il vice comandante della polizia locale , tale Sgrella, è penetrato, seguito da almeno 10 vigili, tra le persone chiedendo le generalità ad un ragazzo che suonava una chitarra. Con toni provocatori e mettendo per primo le mani addosso, spingendo e trattenendo. Ha acceso da solo una piccola colluttazione coi presenti, che, vedendo la situazione degenerare, hanno unicamente alzato la voce frapponendosi alla prepotenza di Sgrella. Immediatamente sono arrivate in piazza almeno tre jeep della polizia, DALLE QUALI SONO SCESI, CASCHI IN TESTA E MANGANELLI IN MANO i poliziotti formando un cordone di fronte alla gente presente. Da notare ancora che l'arrivo dei poliziotti è stato fin troppo tempestivo e brevemente deciso. Immediatamente hanno circondato la gente che protestava e hanno portato via,con la forza due ragazzi: Gigi e Jack, menando le mani, calciando e spintonando chiunque si frapponesse, anche solo per chiedere spiegazioni. La digos, fino ad allora fintamente disposta al dialogo, ha dato manforte operativa (con mano pesante) al sequestro dei due ragazzi.
Abbiamo visto una scena allucinante: due ragazzi, per il solo fatto di chiedere spiegazioni e protestare per l'incursione della polizia in una piazza dove il reato più grave è stato suonare una chitarra, sono stati pestati e portati via di peso dalle forze dell'ordine al gran completo. Abbiamo visto ufficiali della polizia locale, della digos, della polizia, menare le mani e trascinare a forza due ragazzi nelle volanti. Alle proteste, alle grida di contrarietà, ci siamo visti rispondere con insulti e spintoni.
Il fatto più grave è che la violenza è cominciata dal vice comandante della polizia locale, Sgrella, che per primo ha acceso la zuffa insultando e picchiando, e che la polizia, in assetto anti sommossa, è arrivata nel giro di secondi (non di minuti) dall'inizio della zuffa. A tutti è sembrato chiaro l'intento e il fine: accrescere la tensione per intervenire con la forza, con il manganello, per “dare una lezione”, per far capire il clima: chi suona la chitarra dopo le 22 deve prendere mazzate. Bisogna aver paura di trovarsi in piazza lontano da un bar, dove la socialità si sviluppa spontanea. Chi alza la cresta anche in nome di una cosa innocente e meravigliosa, come vivere una piazza, prenderà manganellate.
Immediatamente, promosso dalle ragazze e dai ragazzi presenti, è nato un corteo spontaneo e non autorizzato verso la questura, per chiedere il rilascio immediato di Jack e Gigi. La gente si è mossa lungo il centro storico gridando “ Verona città libera, liberi tutti subito” fino ad arrivare alla questura, dove i ragazzi hanno protestato, bussando vivacemente al cancello della questura.
Epilogo: dopo che la digos si è frapposta intavolando una falsa e ipocrita discussione, i due ragazzi sono stati rilasciati, con la denuncia di: resistenza a pubblico ufficiale, con aggravante, e rifiuto di fornire i documenti, sempre con aggravante.
A noi sembra chiaro che in questa città ci sia un'emergenza democratica: al suono di una chitarra non si può reagire a manganellate. Alla voce dei ragazzi che vogliono vivere la città in modo libero e sano, non può rispondere un divieto, un'ordinanza restrittiva. Al dissenso per un comportamento becero, come è stato quello delle forze dell'ordine stanotte, non possono seguire botte e denunce a raffica.
Quello che faremo, io e tutti quelli che in piazza Dante vedono uno spazio libero, sarà di continuare a ritrovarci il mercoledì, come sempre, per vivere la piazza della città, e di frapporci con ogni metodo all'oppressione, alle ordinanze folli, alle manganellate della polizia, alla ipocrita retorica della sicurezza sponsorizzata dal sindaco Tosi, alle denunce, alle minacce, alle multe stratatosferiche, al clima autodistruttivo per cui ogni dissenso va cancellato.

Tutto ciò che è stato detto è documentato tramite filmati, testimonianze e, stanotte, tramite un referto medico di uno dei fermati.

Un gnàro, butèl, tòso, sccèt, ragazzo di piazza Dante. Persona. Essere umano."






Ai ragazzi di piazza Dante faccio questo auspicio

“Se la musica è il nutrimento dell'amore, continuate a suonare.”
William Shakespeare

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venerdì 3 aprile 2009

Un disegno di legge contro i diritti

Questo articolo è preso da Nature e tradotto dal sito italiadallestero.info

Il Senato italiano ha approvato un disegno di legge che ignora la volontà dei pazienti e la Costituzione stessa del Paese.

Il 26 marzo il Senato italiano ha approvato un disegno di legge che darebbe ai medici del Paese il diritto di ignorare il testamento biologico di coloro che sono in uno stato vegetativo permanente, per provare a tenere in vita i pazienti grazie alla nutrizione artificiale.

La misura ha causato intense polemiche. Molti Paesi possiedono leggi o codici stabiliti per le procedure mediche, che proteggono la volontà espressa da un individuo di rifiutare trattamenti qualora diventi gravemente inabile ed incapace di comunicare. Nella maggior parte degli stati USA, per esempio, un medico deve negoziare con i parenti attraverso un comitato etico, se crede che un paziente incapace di comunicare possa trarre beneficio da ulteriori trattamenti. Invece il disegno di legge italiano, ora in discussione in Parlamento, consente espressamente ai medici di ignorare tali testamenti biologici. Esso afferma inoltre che la nutrizione artificiale - che richiede l’impianto di un tubo per l’alimentazione nello stomaco - non sia considerata un intervento clinico.

Curiosamente, la legge proposta si applica solo ai pazienti in coma profondo e prolungato, noto come stato vegetativo persistente, e non a quelli con altre malattie inabilitanti in modo simile. Questo perché il disegno di legge è stata incitato dalla recente ed ampiamente pubblicizzata morte di Eluana Englaro, che ha passato 17 anni in stato vegetativo in seguito ad un incidente automobilistico avuto all’età di 21 anni. Il padre, sostenendo che sua figlia avesse espresso il desiderio di essere lasciata morire qualora avesse perso la capacità di intendere e volere, aveva insistito con i medici riluttanti affinché le sospendessero l’alimentazione artificiale. Alla fine, ha intrapreso un’azione legale, avendo la meglio in un tribunale dopo l’altro nella battaglia contro gli appelli dei medici. A febbraio, ha ottenuto finalmente che la figlia venisse trasferita in un ospedale disposto a rimuovere il tubo dell’alimentazione. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha emanato un decreto di urgenza per bloccare il processo, ma il Presidente della Repubblica si è rifiutato di firmarlo. La crisi costituzionale è stata evitata quando la Englaro è morta il 9 febbraio.

I sondaggi hanno evidenziato che la larga maggioranza di italiani non appoggiano l’idea che il testamento biologico possa essere ignorato. Ma le società scientifiche più importanti sono rimaste in silenzio. La Federazione dei Medici Italiani ha pubblicato solamente una mite dichiarazione in seguito al voto del Senato, suggerendo che avrebbe dovuta essere stata consultata a riguardo.

Nel corso di una vicenda così tragica come quella della Englaro, un sentimento alimentato dai media non è certo una buona base per fare leggi. La Costituzione italiana afferma che nessuno può essere costretto a sottoporsi ad un trattamento medico senza il suo consenso. La camera dei Deputati deve ora assicurare che il disegno di legge venga permeato dal giusto livello di complessità scientifica e legale e che risponda a tale disposizione costituzionale. La discussione avrà bisogno di considerare il richiesto maggiore coinvolgimento della comunità medica e le disposizioni dovrebbero essere fatte tenendo conto delle obiezioni di coscienza di chi si prende cura dei pazienti. Ma un medico la cui coscienza impedisca di rimuovere personalmente un tubo per l’alimentazione non dovrebbe certo avere l’ultima parola sulla vita o la morte di un paziente la cui volonta è stata espressa chiaramente.


Fonte originale:
http://www.nature.com/nature/journal/v458/n7238/full/458550a.html

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Testamento Idiologico



Il 26 marzo il Senato ha approvato il disegno di legge Calabrò sul testamento biologico, senza ascoltare nessun emendamento dei numerosi proposti dall'opposizione, di fatto non vi è stata alcuna discussione è stato semplicemente imposto dalla maggioranza.
Una vera democrazia non si misura su quanto è forte la parte che governa, ma su quanto vengono tutelate le minoranze, in altri termini su quanto le scelte cerchino di danneggiare o limitare le libertà del minor numero di persone.
Prima di parlare del testamento biologico in se volevamo soffermarci sul fatto che pare che tutti i giornalisti si siano scordati che il Berlusconi che oggi difende la vita è lo stesso che negli anni '80 ha fatto abortire sua moglie al settimo mese di gravidanza, come riportato dalla stessa Veronica in un intervista sul "Corriere" di qualche anno fa.
Personalmente ci troviamo d'accordo con la Chiesa Cattolica quando dice che nella nostra società, un malato che non produce reddito viene vista come un peso, e che questo non dovrebbe essere motivo di scelta sul fine vita. Spesso essere in determinate situazioni significa il non essere accettati da chi ci sta intorno, e che ci vorrebbe più umanità e comprensione.
Crediamo però che queste ragioni, non debbano essere confuse con la libertà di scelta su quali trattamenti medici accettare o rifiutare, di sicuro la nostra società deficita di umanità, ma il problema non si risolve imponendo delle scelte.
Detto questo, analizziamo cosa sancisce questo testamento biologico:

testamento biologico Art 1

1. La presente legge, tenendo conto dei princìpi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione: [...]

testamento biologico Art 3

[...]
6. Anche nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità,

fatta a New York il 13 dicembre 2006, l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento.

[...]

E allora a che serve il testamento biologico? Lasciare a una persona la possibilità di decidere sul suo futuro o su come deve finire la SUA vita mi sembra il minimo che una societa' civile possa fare per i propri cittadini.
Permettere la scelta non toglie o limita la liberta', la estende. Nessuno obbliga chi vuole restare in vita a qualunque costo a sospendere i trattamenti. Si chiede solo di permettere ad un individuo di fare la propria scelta in merito. Se IO ritengo che una vita da vegetale non sia da considerarsi tale allora devo essere IO e solo IO a poter decidere. Se voglio lasciare disposizioni perche' mi lascino morire se divento un vegetale con quale diritto lo Stato me lo puo' negare?
Nei paesi civili il testamento biologico ha lo scopo di sollevare il medico e i parenti dalla responsabilita' di decidere sul fine vita di una persona e di chiarire, in modo chiaro e univoco, cosa questa voglia fare in casi estremi come quelli di Piergiorgio Welby e Eluana Englaro. Qui, questa dichiarazione, vale meno della carta su cui e' scritta.

testamento biologico Art 7

1. Le volontà espresse dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento sono prese in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno.
[...]
Di fatto, come si può notare, questo comma rende completamente inutile la stesura di un testamento biologico.

Costituzione

Art. 13.

La libertà personale è inviolabile.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

Mi sembra che la costituzione sia chiara sulla liberta' individuale.

Costituzione
Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Come questi articoli possano essere in accordo con la costituzione lo sanno solo loro. Saro' libero di decidere PER ME quali sono i limiti del rispetto della MIA persona.

Alla prossima
JS e Paggio

Fonti
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00311657.pdf
http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm
http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=87875&idCat=99

Vi consigliamo di leggervi anche il comunicato stampa di ieri 2 Aprile della Consulta di Bioetica di Verona che potete scaricarvi da qui

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martedì 10 marzo 2009

Presidio e Innagurazione anno accademico - Venerdì 13 marzo - ore 9.03

Riportiamo il comunicato del collettivo "studiare con lentezza" di Lettere e Filosofia

NIENTE DA INAUGURARE, NIENTE DA FESTEGGIARE!

Studentesse e studenti, la mobilitazione e l'impegno in difesa dell'istruzione pubblica proseguono!
L'approvazione delle leggi Gelmini-Tremonti (133/08 e 1/09) comporterà il taglio complessivo al Fondo di Finanziamento Ordinario nazionale previsto per il 2011 corrispondente al 17,67% rispetto al 2009. Questo avrà ricadute gravi anche sul bilancio del nostro ateneo nel prossimo biennio. Per contrastare il disegno del governo di smantellamento radicale dell'istruzione pubblica è nato un percorso
che ha visto anche a Verona numerosi studenti e studentesse attivarsi, informarsi e scendere in piazza. Dopo una serie di partecipatissime assemblee, il 30 ottobre un'onda di 5000 studentesse e studenti ha attraversato la città arrivando fino all'università. Il frutto di quella giornata di mobilitazione è stato la conquista
di uno spazio autogestito all'interno dell'ateneo che, nei quattro mesi in cui ha vissuto, ha visto prendere forma un'altra idea di università. Un'idea fatta di riscoperta socialità, di approfondimenti culturali nuovi, autonomi, sperimentali e di studio in uno spazio comune.
Questa esperienza, nata soprattutto dall'esigenza di analizzare ed approfondire i provvedimenti del governo, ci ha fatto comprendere qual è il disegno criminoso alla base di queste leggi: attaccare ulteriormente il diritto ad un'istruzione pubblica, trasformare le università in fondazioni private e precarizzare ancora di più il nostro futuro. Un futuro profondamente incerto. Il paese sta subendo da tempo una crisi economica e una crisi culturale, e quest’ultimo atto condanna noi studentesse e studenti ad una vita priva di prospettive. Oggi siamo precar* all'università e domani saremo precar* nel mondo del lavoro; chi verrà dopo di noi sarà costretto a scegliere tra scuole/università di serie A, per pochi privilegiati, e di serie B per tutt* gli altr*.
La nascita dell'AQUIS, di cui il nostro ateneo fa parte insieme a pochi altri, è il risultato più evidente di questa logica discriminante, basata unicamente su "meriti e virtù" prettamente economici.
L'AQUIS, autoproclamatasi associazione degli atenei "virtuosi", ha come obiettivo quello di assicurarsi che i tagli inflitti dal governo non ricadano sui Poli che la compongono. Nel sistema universitario italiano, da anni governato da logiche aziendali che hanno come unico scopo il profitto, ognuno cerca di salvare se stesso: mors tua vita mea.
Queste stesse logiche hanno determinato, a Verona, un sovraffollamento di studentesse e studenti in spazi carenti ed inadeguati: lezioni da seguire seduti per terra, sui gradini, nei corridoi o addirittura in piedi; aule studio inesistenti e nessuno spazio d'incontro al di là del bar e della mensa.
Le diverse amministrazioni comunali ed universitarie stanno promettendo da tempo immemore gli spazi della ormai ex-caserma Passalacqua. Dopo decenni di ambiguità, ora la giunta Tosi ha deciso di scoprire le carte: lottizzare quell'area per creare nuovi profitti che l'università non avrebbe potuto garantire. L'università pubblica,
infatti, non può e non deve garantire questi profitti, richiede, semmai, di assorbire maggiori risorse pubbliche per assicurare formazione di qualità, ricerca libera e laica, e sapere critico per tutt*. Finché non sarà chiaro che l’istruzione pubblica è un investimento per il futuro, la nostra protesta non si fermerà.

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!

Venerdì 13 marzo 2009 questo disegno sarà inscenato in una rappresentazione lucidamente grottesca quale l'inaugurazione dell'Anno Accademico. La cerimonia vedrà la presenza di alcuni dei burattinai di questo teatrino: Mazzucco, Rana e Tosi. Costoro rappresentano rispettivamente: l'AQUIS, con la sua logica classista e di mercato, la Confindustria, con il suo progetto di precarietà e sfruttamento in cambio di profitti, ed infine l'arroganza di un potere cittadino, che, oltre a seminare razzismo, sessismo e produrre intolleranza verso il diverso, si presta a questi giochi di potere. Saremo lì per mostrare l'università che coscientemente non accetta e non partecipa a questa farsa. Sappiamo che non c'è nessun Anno Accademico da inaugurare, che non c'è niente da festeggiare e che qui come a Torino, Roma, Bologna, Pisa, Trento, Genova, Alessandria e Padova, studentesse e studenti si riprenderanno spazi e parole che si vorrebbero loro negare.

Venerdì 13 marzo - ore 9.03

PRESIDIO CREATIVO

Atrio del Polo Zanotto, di fronte all'Aula Magna


Presidio Permanente Universitar* Veronesi

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venerdì 13 febbraio 2009

No al traforo delle Torricelle



Il traforo delle Torricelle è un opera costosissima, inquinante e inutile, riteniamo che per ridurre il traffico sia più opportuno fare investimenti mirati, come ad esempio potenziare il servizio di trasporto pubblico, migliorare la rete ferroviaria, incentivare l'uso della bicicletta, il car sharing e il car polling.
Per di più il transito per tale opera sarà a pedaggio, sarà quindi costruita una vera e propria autostrada in città.

Segnaliamo le iniziative del comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle: http://www.traforo.it

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venerdì 6 febbraio 2009

Internet e censura...

«Art. 50-bis. Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet
1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.
3.I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell'interno con proprio provvedimento.
4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell'interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione,
individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.
5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete
internet, o con altro mezzo di propaganda".»

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martedì 25 novembre 2008

Vendesi Scuola Pubblica

Il nostro gruppo vuole mettere in risalto una notizia apparsa sull'Arena e riportata da un blog di notizie veneto.
Riteniamo che la possibilità di vendere gli edifici scolastici, si possa trasformare in una svendita di un nostro patrimonio e il tutto senza la garanzia che i soldi ricavati servano ad investire in nuove strutture.
Ci preoccupa molto associare questa notizia al fatto che con i tagli al sistema scolastico effettuati attraverso la legge 137 vi sia prevista la chiusura di molti istituti e scuole.

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giovedì 20 novembre 2008

Linee Guida del Governo per l'Università

Vi riportiamo il documento che il Governo ha proposto alla CRUI il 6 novembre 2008, su come vuole riformare l'Università italiana:

Linee Guida del Governo per l'Università

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mercoledì 19 novembre 2008

La Gelmini non sarà presenta al Job Orienta

La Gelmini non sarà presente alla fiera di domani, i ragazzi del Collettivo del centro, in alternativa hanno organizzato una protesta contro le modalità di realizzazione del Job Orienta, lasciamo la partecipazione a questa iniziativa secondo vostra libera coscienza.

Di seguito il testo del volantino:
Giovedi 20/11/2008 ore 9.33
PRESIDIO CREATIVO NO-Gelmini al Job&Orienta
L'annuale vetrina del Job & Orienta leggittima e istituzionalizza la mercificazione dei percorsi formativi degli studenti dalla scuola superiore al mondodel lavoro. Dopo anni di attentati al sistema dell'istruzione pubblica e con l'approvazione delle leggi 133 e 137, con la possibile trasformazione delle università in fondazioni private, è criminale presentare il futuro degli studenti pieno di opportunità quando è noto che queste non sono altre che precarietà. Job & Orienta crea illusioni: non cadiamo nell'inganno.
Noi la Gelmini non la vogliamo!Noi la crisi non la paghiamo! Ci si vede al presidio :)

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martedì 18 novembre 2008

Probabilmente la Gelmini non viene a Verona

E' sparita dalla lista delle persone partecipanti al convegno di Giovedi 20
http://fair.veronafiere.it/joborienta/convegni_ist.html appena possibile vi aggiorniamo...

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Questo giovedi' la Gelmini al Job qui a Verona


Dopodomani la Gelmini sarà a verona al job, passate parola.
Per domani vediamo di ottenere l'assemblea e preparare volantini e materiale.

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