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martedì 30 novembre 2010

Introduzione alla protesta dei ricercatori



Pubblico in calce a questo post uno scritto con le motivazioni della protesta inoltratomi dal Dr. Gianluigi Bellin.

I sottoscritti

constatato

* che la considerazione del ruolo dei ricercatori come primo stadio nella carriera dei docenti universitari ed il loro uso nella didattica ha oscurato l'importanza della funzione specifica della ricerca e che per assicurarne il massimo sviluppo sarebbe piuttosto opportuna la specificazione di strumenti di direzione, sostegno e valutazione dell'attività di ricerca ed una definizione più puntuale delle funzioni
e della progressione di carriera (da ricercatore a direttore di ricerca, come in altre strutture di ricerca pubblica e privata);

* che il disegno di legge Gelmini, con la nuova ripartizione dei ruoli universitari in due categorie (professori ordinari ed associati) pretestuosamente misconosce
la funzione didattica svolta per molti anni in modo eccellente da molti ricercatori, suscita in questi un giustificato scoraggiamento e nei fatti danneggia la qualità dell'offerta didattica oggi disponibile;

* cha questo vulnus nei confronti di una componente universitaria può solo essere sanato dal riconoscimento del ruolo unico della docenza che includa gli attuali ricercatori di ruolo;

* che la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori universitari iniziata dalla legge Moratti del 2005 e compiuta nel presente Disegno di Legge Gelmini elimina questa risorsa umana essenziale del sistema della ricerca pubblica in Italia, come riconosciuto anche nel progetto di legge presentato nel 2009 dalla Onorevole Paola Goisis (Lega Nord) e poi inspiegabilmente ritirato,

* che la sostituzione del ruolo dei ricercatori a tempo indeterminato con la funzione dei ricercatori a tempo determinato (sei anni dopo il dottorato di ricerca) prefigura un percorso di carriera finalizzato non alla ricerca ma piuttosto alla docenza, resuscitando di fatto la figura dell'Assistente universitario;

* che l'impropria definizione di tale percorso come analogo dell'anglosassone `tenure track' prefigura meccanismi di reclutamento universitario ancor più rigidi, protezionistici ed impenetrabili all'afflusso di docenti stranieri dei sistemi attuali;

* che la riduzione delle risorse per il diritto allo studio, sostituito dai prestiti d'onore agli studenti mette in discussione questo principio costituzionale;

* che il nuovo piano per la gestione dell'università, con il ruolo centrale di amministratori esterni all'istituzione, mette in pericolo la sua autonomia scientifica e culturale, un diritto riconosciuto da secoli all'accademia;

* considerano positiva l'introduzione di una certificazione di idoneità su scala nazionale, sulla sola base del valore scientifico dei titoli, in sostituzione della valutazione comparativa a livello locale;

* auspicano il potenziamento del CNR ed una più stretta cooperazione tra CNR
ed università anche al fine di offrire ai ricercatori sbocchi professionali alternativi alla didattica universitaria e la possibilità di passaggio tra le due funzioni;

* impegnano la Regione Veneto a ricercare le risorse per l'istituzione di un Centro di Ricerca Veneto (analogo a quello già da tempo esistete nel Trentino) per lo sviluppo sia della ricerca di base che della ricerca applicata, con ruolo distinto ma in interazione con le attività di ricerca tecnologica promosse nel settore privato,

Dr Gianluigi Bellin

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lunedì 23 marzo 2009

Ricerca, Governo e Nucleare

Eccovi un simpatico comunicato del governo su nuovi fondi alla ricerca - si, davvero, questa volta non è una battuta - ci sono rimasto anche io.
Eccovi il testo:

Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha varato il nuovo Piano triennale 2009-2011 per la ricerca nel settore dell’energia per 210 milioni di euro destinati a enti di ricerca e università.

Fino a qui tutto bene, dai che ce la possiamo fare, è un buon inizio.

I settori strategici del Piano 2009-2011 riguardano anche il governo, la gestione e lo sviluppo del sistema elettrico nazionale, con particolare riferimento alle infrastrutture di rete, agli scenari futuri ed allo sviluppo e diffusione delle fonti rinnovabili. “

WOW, hanno preso una megadose di volpino!!! pensano al futuro!!! forse sono rinsaviti, vogliono ricercare sul settore che più danneggia la nostra economia, l'energetico :D

Abbiamo messo a disposizione della ricerca, delle università e delle imprese risorse complessive per oltre 250 milioni – ha detto il Ministro Scajola - che hanno il duplice scopo di dare una spinta all’innovazione nel settore fondamentale dell’energia e di contribuire ad alleviare le difficoltà in questo momento di crisi. Si tratta di un forte sostegno alle ricerche relative alla razionalizzazione ed al risparmio nell’uso dell’energia elettrica, allo sviluppo delle conoscenze per l’utilizzo della fonte nucleare e alla produzione di energia elettrica e protezione dell’ambiente.”

Fonte: ministero dello Sviluppo economico

A, ecco dove sta l'inghippo, mi cominciavo a preoccupare, pensavo fossimo messi così male da costringerli a fare un lavoro serio.
Cosa abbiamo in questo comunicato?
  1. Un mirabile esempio di greenwash. Il nucleare viene infatti associato alle fonti rinnovabili come possibile alternativa verde.
  2. In un comunicato dove si parla di risparmio energetico e riduzione dei costi si introduce un riferimento alla più pericolosa e costosa fonte di energia mai inventata, quella nucleare. Qui è doverosa una precisazione: le 438 centrali nucleari attualmente a regime consumano 65.000 tonnellate di uranio all'anno. La produzione mondiale è di 40.000 tonnellate. Le restanti provengono dalla riraffinazione delle 25.000 tonnellate scorie e dallo smantellamento dell'arsenale nucleare sovietico (altri 20 anni e poi? dove lo compri l'uranio? quanto ti costa?). Sono in vena di note di colore :D, per costruire una centrale ci vogliono dai 15 ai 20 anni...
  3. Non riusciamo a smaltire i rifiuti di Napoli (si, l'emergenza è sparita solo dai tg, non è una balla) e abbiamo ancora il problema di dove buttare le 20.000 tonnellate di scorie prodotte dalle nostre ex centrali, fortunatamente ex, perché perdono e sono costruite in zone soggette a frequenti alluvioni.
  4. Non si è ancora trovato un posto per le scorie degli ospedali e dei centri radiologici...
  5. C'è un trascurabile referendum che blocca questa strada.
  6. L'Italia è una nazione ad alto rischio sismico, densamente popolata, idrogeologicamente instabile. Gli unici 2 posti dopve poter edificare le centrali sono la Sardegna e San Benedetto del Tronto nelle marche. La prima è un isola poco indistrializzata con una grandissima disponibilità di energia dalle rinnovabili reali. Il secondo luogo è densamente popolato... fate un po' voi.
Sorge spontaneo un dubbio, perché Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia mantengono le centrali.
La risposta è semplice, con l'uranio fabbrichi armi. Si va dalla bomba atomica classica a quella sporca, ai proiettili all'uranio impoverito. Oltre a questi il nucleare è usato dall'esercito in modo "indiretto", non come arma, ma come combustibile. Non disponiamo ancora di un sistema che permetta di mantenerte attivo un sottomarino o una nave per decenni senza bisogno di rifornimenti.
Trascurando il marginale aspetto che le radiazioni uccidono e i rischi di disastro ambientale legati a questa forma di energia il nucleare è una manna per il settore della difesa.

Ok, torniamo a noi, la costruzione di una centrale nucleare permetterebbe di giustificare spese simili a quelle necessarie per un altro ponte sullo stretto... fate voi se non è un affare.

Fare ricerca va bene, in ogni campo, il problema è come se ne usano i frutti. Già l'indirizzo è tendenzioso e si parla di impiego. Il nucleare è una chiavica a meno che tu non sia fra quelli che hanno le imprese che edificano le centrali.

Il nucleare non rilancerà l'Italia e soldi della ricerca spesi in quel settore sarebbero meglio impiegati sulle VERE rinnovabili (eolico, solare termico, solare energetico, idroelettrico, geotermico e biomasse).

Cordialmente
JS

le fonti
http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/dettaglio.asp?d=42486
comunicato stampa
http://www.governo.it/backoffice/allegati/42441-5274.pdf
video e testi da Report
http://www.report.rai.it/RE_elenco/0,11515,2001-categoria-363,00.html
articoli
http://www.byoblu.com/post/2009/03/16/Balle-nucleari.aspx

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giovedì 1 gennaio 2009

Intervento prof. Gianluigi Bellin CDF OPEN

Ricerca, concorsi e CNR





Sull'argomento vi segnalo anche questo simpatico articolo su Stregoni e Ricerca

buona lettura e buon anno

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giovedì 13 novembre 2008

Sceneggiatori Muti a Scienze

Video della scenetta all'ingresso di cv1 del 7 novembre :)



in Alta Qualita'

(su youtube disponibile anche in qualita' -20%)

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