domenica 15 marzo 2009

"Acqua e Sapone" Razzisti


Roma, 11 mar. - (Adnkronos) - Si chiama ‘Progetto Acqua e sapone’ l’iniziativa, destinata a far discutere, promossa nella scuola pubblica ‘Riccardo Massa’, nella periferia ovest di Milano, che prevede l’apertura dei bagni e delle docce delle palestre dell’Istituto alle sette del mattino per consentire agli alunni rom delle elementari e medie di lavarsi prima di entrare in classe.

Al di là della proposta che tutto sommato condivido. Se aprissero le docce la mattina presto in università, penso che ne usufruirei volentieri, sopratutto mi consentirebbe di usare più spesso la bicicletta, arrivare tutti sudati non è il massimo...
Ma siamo veramente arrivati a questo livello di RAZZISMO???
Tra di voi c'è chi si sta domandando che ci sia di razzista? Semplice, se le doccie le apri per i bimbi rom, volontariamente o meno, sei uno schifoso razzista.

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sabato 14 marzo 2009

Clandestini si nasce

Con l'art.45, comma 1, lett. f del pacchetto sicurezza viene introdotto l'obbligo per gli stranieri di presentare il permesso di soggiorno per accedere a provvedimenti di stato civile, contrariamente a quanto stabiliva il comma 2 dell'articolo 6 del D. Lgs. 285/1998 che esentava lo straniero da tale obbligo. Modificando l'articolo in quanto segue (qui la versione precedente) :
Art. 6

2. Fatta eccezione per i provvedimenti riguardanti attivita' sportive e ricreative a carattere temporaneo e per quelli inerenti all'accesso alle prestazioni sanitarie di cui all'articolo 35, i documenti inerenti al soggiorno di cui all'articolo 5, comma 8, devono essere esibiti agli uffici della pubblica amministrazione ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri provvedimenti di interesse dello straniero comunque denominati.

Cosa comporterà ciò nella pratica?

Gli stranieri irregolari non potranno più registrare all'anagrafe la nascita di un figlio, con tutto ciò che ne consegue. Ogni bimbo sarà privo di identità, apolide e senza nome, cioè non esisterà. Sarà per sempre esposto ad ogni genere di difficoltà ogni volta che si troverà ad avere a che fare con la burocrazia, non potrà accedere all'istruzione né all'assistenza sanitaria e, ovviamente, essendo invisibile, non esistendo,sarà più facilmente esposto ad ogni genere di abusi e pericoli. Ma gli orrori non finiscono qui. I bambini, non potendo essere riconosciuti da mamma e papà, potrebbero risultare in stato di abbandono, anche non essendolo realmente, con il serio rischio che l'ospedale non possa consegnarli ai genitori. Alla madre non resterebbe che scegliere tra due rischi: partorire in ospedale, ma vedersi togliere il bimbo, o ricorrere al parto clandestino. Ora, se è vero, che il parto è un fatto naturale e che una donna che porta avanti una gravidanza senza problemi, può anche partorire in casa, è altresì vero che non può farlo senza un'assistenza specializzata e se priva delle sufficienti condizioni igienico-sanitarie. Non solo, non tutte le gravidanze sono purtroppo serene e aproblematiche ed è un'aberrazione mettere chiunque nella condizione di non poter aver accesso per paura all'assistenza di cui necessita.

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mercoledì 11 marzo 2009

Ma questo è demente... (e lo dico firmandomi)

E questi sono quelli che decideranno sul futuro di interneti in Italia... non so se ridere o piangere. E' veramente fuori dal mondo.

con ironia
JS :P


Edit
il moderatore dovrebbe essere Quintarelli, ecco il suo blog
mentre chi parla e' Davide Rossi, già nostra conoscenza

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martedì 10 marzo 2009

Presidio e Innagurazione anno accademico - Venerdì 13 marzo - ore 9.03

Riportiamo il comunicato del collettivo "studiare con lentezza" di Lettere e Filosofia

NIENTE DA INAUGURARE, NIENTE DA FESTEGGIARE!

Studentesse e studenti, la mobilitazione e l'impegno in difesa dell'istruzione pubblica proseguono!
L'approvazione delle leggi Gelmini-Tremonti (133/08 e 1/09) comporterà il taglio complessivo al Fondo di Finanziamento Ordinario nazionale previsto per il 2011 corrispondente al 17,67% rispetto al 2009. Questo avrà ricadute gravi anche sul bilancio del nostro ateneo nel prossimo biennio. Per contrastare il disegno del governo di smantellamento radicale dell'istruzione pubblica è nato un percorso
che ha visto anche a Verona numerosi studenti e studentesse attivarsi, informarsi e scendere in piazza. Dopo una serie di partecipatissime assemblee, il 30 ottobre un'onda di 5000 studentesse e studenti ha attraversato la città arrivando fino all'università. Il frutto di quella giornata di mobilitazione è stato la conquista
di uno spazio autogestito all'interno dell'ateneo che, nei quattro mesi in cui ha vissuto, ha visto prendere forma un'altra idea di università. Un'idea fatta di riscoperta socialità, di approfondimenti culturali nuovi, autonomi, sperimentali e di studio in uno spazio comune.
Questa esperienza, nata soprattutto dall'esigenza di analizzare ed approfondire i provvedimenti del governo, ci ha fatto comprendere qual è il disegno criminoso alla base di queste leggi: attaccare ulteriormente il diritto ad un'istruzione pubblica, trasformare le università in fondazioni private e precarizzare ancora di più il nostro futuro. Un futuro profondamente incerto. Il paese sta subendo da tempo una crisi economica e una crisi culturale, e quest’ultimo atto condanna noi studentesse e studenti ad una vita priva di prospettive. Oggi siamo precar* all'università e domani saremo precar* nel mondo del lavoro; chi verrà dopo di noi sarà costretto a scegliere tra scuole/università di serie A, per pochi privilegiati, e di serie B per tutt* gli altr*.
La nascita dell'AQUIS, di cui il nostro ateneo fa parte insieme a pochi altri, è il risultato più evidente di questa logica discriminante, basata unicamente su "meriti e virtù" prettamente economici.
L'AQUIS, autoproclamatasi associazione degli atenei "virtuosi", ha come obiettivo quello di assicurarsi che i tagli inflitti dal governo non ricadano sui Poli che la compongono. Nel sistema universitario italiano, da anni governato da logiche aziendali che hanno come unico scopo il profitto, ognuno cerca di salvare se stesso: mors tua vita mea.
Queste stesse logiche hanno determinato, a Verona, un sovraffollamento di studentesse e studenti in spazi carenti ed inadeguati: lezioni da seguire seduti per terra, sui gradini, nei corridoi o addirittura in piedi; aule studio inesistenti e nessuno spazio d'incontro al di là del bar e della mensa.
Le diverse amministrazioni comunali ed universitarie stanno promettendo da tempo immemore gli spazi della ormai ex-caserma Passalacqua. Dopo decenni di ambiguità, ora la giunta Tosi ha deciso di scoprire le carte: lottizzare quell'area per creare nuovi profitti che l'università non avrebbe potuto garantire. L'università pubblica,
infatti, non può e non deve garantire questi profitti, richiede, semmai, di assorbire maggiori risorse pubbliche per assicurare formazione di qualità, ricerca libera e laica, e sapere critico per tutt*. Finché non sarà chiaro che l’istruzione pubblica è un investimento per il futuro, la nostra protesta non si fermerà.

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!

Venerdì 13 marzo 2009 questo disegno sarà inscenato in una rappresentazione lucidamente grottesca quale l'inaugurazione dell'Anno Accademico. La cerimonia vedrà la presenza di alcuni dei burattinai di questo teatrino: Mazzucco, Rana e Tosi. Costoro rappresentano rispettivamente: l'AQUIS, con la sua logica classista e di mercato, la Confindustria, con il suo progetto di precarietà e sfruttamento in cambio di profitti, ed infine l'arroganza di un potere cittadino, che, oltre a seminare razzismo, sessismo e produrre intolleranza verso il diverso, si presta a questi giochi di potere. Saremo lì per mostrare l'università che coscientemente non accetta e non partecipa a questa farsa. Sappiamo che non c'è nessun Anno Accademico da inaugurare, che non c'è niente da festeggiare e che qui come a Torino, Roma, Bologna, Pisa, Trento, Genova, Alessandria e Padova, studentesse e studenti si riprenderanno spazi e parole che si vorrebbero loro negare.

Venerdì 13 marzo - ore 9.03

PRESIDIO CREATIVO

Atrio del Polo Zanotto, di fronte all'Aula Magna


Presidio Permanente Universitar* Veronesi

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domenica 8 marzo 2009

Gabriella Carlucci si traveste?


Vi invitiamo a scaricare il file della proposta di legge nata per "regolamentare internet" dal blog dell'Onorevole Carlucci e di notare come l'autore sia un certo Davide Rossi, quindi la prima ipotesi che mi salta per la mente è che l'Onorevole stufa di pensare alla fisica quantistica e alla sua vita quotidiana, di notte ami travestirsi e farsi chiamare Davide Rossi, un'altra ipotesi ma molto meno probabile è che in realtà l'autore di tale proposta di legge sia Daniele Rossi di Univideo omonimo del presidente Unione Italiana Editoria audiovisivi...

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I deputati italiani rifiutano le impronte digitali


Non c'è limite alla faccia tosta, con quello che prendono i nostri rappresentanti politici, hanno pure da lamentarsi se con il nuovo sistema di voto sono obbligati ad essere maggiormente presenti, e per farli stare buoni gli si da un ora in più al giorno di pausa caffè...
Vi segnaliamo questo articolo della BBC Italian MPs withhold fingerprints la traduzione è a cura del sito italiadallestero.info

Circa un terzo dei deputati italiani si rifiuta di partecipare a un nuovo sistema di voto elettronico con impronte digitali.

Adesso gli si stanno offrendo pause caffè per provare a persuaderli ad usare il sistema, che dovrebbe essere introdotto la settimana prossima.

Il progetto è studiato per impedire che i deputati votino per colleghi assenti allungandosi e schiacciando i loro tasti di voto.

Ma alcuni deputati stanno rifiutando di farsi prendere le impronte digitali, affermando che significherebbe trascorrere troppo tempo alla Camera.

Lo scopo è di assicurarsi che il voto sia più trasparente.

Ma un terzo dei 630 deputati della Camera si oppone.

Alcuni sostengono che si tratta di una violazione della privacy; altri potrebbero essere più timidi perché la polizia ha già le loro impronte, dato che sono stati condannati per crimini che vanno dalla corruzione al morso alla caviglia di un poliziotto.

Ora il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, sta offrendo ai deputati un’ora di pausa caffè al giorno, con due ore di mercoledì, per compensare l’incremento di tempo che i deputati dovranno trascorre in aula votando per se stessi.

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venerdì 6 marzo 2009

In TV...


Strano, ma vero, vi segnaliamo qualcosa di interessante in TV, peccato, che essendo in concomitanza della festa della donna, a seguirlo non ci sarà praticamente nessuno. La puntata di PRESA DIRETTA - il programma di Riccardo Iacona - prevista per domenica 8 marzo alle 21.30 e in onda su RAI TRE sarà dedicata a Gaza. Verrà mandato in onda materiale inedito, gli inviati di PRESA DIRETTA sono entrati nella Striscia di Gaza, con la carovana di Crocevia e hanno anche incontrato Vittorio Arrigoni e gli altri attivisti di ISM.

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