lunedì 20 dicembre 2010
mercoledì 1 dicembre 2010
Articolo 15 comma 4 DDL 1905
All'articolo 51, comma 6, della legge n. 449 del 1997 sono soppresse le seguenti parole: "Le università,";
Legge 449
martedì 30 novembre 2010
Introduzione alla protesta dei ricercatori
Pubblico in calce a questo post uno scritto con le motivazioni della protesta inoltratomi dal Dr. Gianluigi Bellin.
I sottoscritti
constatato
* che la considerazione del ruolo dei ricercatori come primo stadio nella carriera dei docenti universitari ed il loro uso nella didattica ha oscurato l'importanza della funzione specifica della ricerca e che per assicurarne il massimo sviluppo sarebbe piuttosto opportuna la specificazione di strumenti di direzione, sostegno e valutazione dell'attività di ricerca ed una definizione più puntuale delle funzioni
e della progressione di carriera (da ricercatore a direttore di ricerca, come in altre strutture di ricerca pubblica e privata);
* che il disegno di legge Gelmini, con la nuova ripartizione dei ruoli universitari in due categorie (professori ordinari ed associati) pretestuosamente misconosce
la funzione didattica svolta per molti anni in modo eccellente da molti ricercatori, suscita in questi un giustificato scoraggiamento e nei fatti danneggia la qualità dell'offerta didattica oggi disponibile;
* cha questo vulnus nei confronti di una componente universitaria può solo essere sanato dal riconoscimento del ruolo unico della docenza che includa gli attuali ricercatori di ruolo;
* che la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori universitari iniziata dalla legge Moratti del 2005 e compiuta nel presente Disegno di Legge Gelmini elimina questa risorsa umana essenziale del sistema della ricerca pubblica in Italia, come riconosciuto anche nel progetto di legge presentato nel 2009 dalla Onorevole Paola Goisis (Lega Nord) e poi inspiegabilmente ritirato,
* che la sostituzione del ruolo dei ricercatori a tempo indeterminato con la funzione dei ricercatori a tempo determinato (sei anni dopo il dottorato di ricerca) prefigura un percorso di carriera finalizzato non alla ricerca ma piuttosto alla docenza, resuscitando di fatto la figura dell'Assistente universitario;
* che l'impropria definizione di tale percorso come analogo dell'anglosassone `tenure track' prefigura meccanismi di reclutamento universitario ancor più rigidi, protezionistici ed impenetrabili all'afflusso di docenti stranieri dei sistemi attuali;
* che la riduzione delle risorse per il diritto allo studio, sostituito dai prestiti d'onore agli studenti mette in discussione questo principio costituzionale;
* che il nuovo piano per la gestione dell'università, con il ruolo centrale di amministratori esterni all'istituzione, mette in pericolo la sua autonomia scientifica e culturale, un diritto riconosciuto da secoli all'accademia;
* considerano positiva l'introduzione di una certificazione di idoneità su scala nazionale, sulla sola base del valore scientifico dei titoli, in sostituzione della valutazione comparativa a livello locale;
* auspicano il potenziamento del CNR ed una più stretta cooperazione tra CNR
ed università anche al fine di offrire ai ricercatori sbocchi professionali alternativi alla didattica universitaria e la possibilità di passaggio tra le due funzioni;
* impegnano la Regione Veneto a ricercare le risorse per l'istituzione di un Centro di Ricerca Veneto (analogo a quello già da tempo esistete nel Trentino) per lo sviluppo sia della ricerca di base che della ricerca applicata, con ruolo distinto ma in interazione con le attività di ricerca tecnologica promosse nel settore privato,
Dr Gianluigi Bellin
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martedì 25 maggio 2010
giovedì 15 aprile 2010
libertà risicata e file sharing

Una legge di recente approvazione da nuovi poteri ai detentori del diritto d'autore inglesi (l'equivalente della SIAE). Come si è già visto in altri paesi, uno su tutti la Francia, porterà alla disconnessione di centinaia o migliaia di cittadini in base a prove false o farragginose con il pretesto della tutela della proprietà intellettuale.
Despite these new powers awarded to copyright holders, it is unlikely that they will stop heavy file-sharers from continuing what they’ve been doing for so long. The problem with using technology to fight technology is that it’s only a matter of time before the latter catches up with the former.
Come fa giustamente notare torrentfreak cercare di utilizzare la tecnologia per combattere la tecnologia è solo un'inutile spreco di energie e fonte di disagio e restrizioni per i netizen.
Quando si introduce uno strumento legislativo così concepito è solo questione di tempo prima che venga aggirato (i DRM dovrebbero averlo ormai palesato).
It has already been shown numerous times that DRM has not prevented anyone from sharing files, and the Digital Economy Act – with all the extra powers it gives to copyright holders – wont be successful either.
Già al momento della sua introduzione questo strumento risulta superato. L'unico effetto che avrà sarà ridurre l'accessibilità a internet e dissuadere qualche novizio del settore. I veri bersagli di questo genere di normativa (gli heavy user dei network di file sharing) hanno esperienza e mezzi che già ora li mettono in condizione di superare questo nuovo ostacolo. Ad un normale utente poi bastano 30 minuti di ricerca su google per trovare un modo per aggirare i controlli.
Ad esempio l'uso di DHT e PEX al posto dei tracker ufficiali, il ricorso a strumenti di anonimizzazione o proxy, scaricare da link diretti non tracciabili o, se si vuole continuare a usare torrent in modo ancora più sicuro, l'utilizzo di proxy e VPN con una spesa mensile di pochi euro. (In fondo al post sono riportati i link a questi servizi... casomai non aveste 30 minuti da dedicare alla ricerca su google...)
Qui uno spezzone dell'articolo su torrentfreak:
The bottom line is that no matter what legislation governments introduce, it is doubtful that it will have an effect on heavy file-sharers or those that can be bothered to spend 30 minutes using Google. It might deter some novice file-sharers, but the question is at what expense? As The Guardian rightfully notes today, the Act might lead to hundreds or thousands of people losing their connection based on false evidence. Is that worth it?
Le fonti:
- The Digital Economy Act
- Questo post prende spunto da un link del blog di Stefano Quintarelli gran bel blog, seguitelo è veramente interessante :D
- post originale
I link:
Alcuni dei servizi di vpn lincati nell'articolo originale:
- http://www.hidemyass.com/
- http://www.swissvpn.net/
- https://www.ipredator.se/?lang=en
- http://itshidden.com/
Informazioni generali:
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giovedì 25 marzo 2010
Rai per una notte...
'Rai per una notte' è un avvertimento democratico che serve a rompere il silenzio e bucare il filo spinato che rischia di avvolgere la RaiMichele Santoro
Questa sera sarà possibile vedere in streaming sul nostro sito la puntata di annozero. Personalmente reputo questo evento una pietra miliare dell'evoluzione del modo di concepire la tv e il web, un primo punto di incontro che unisce caratteristiche dell'open source e dei programmi free, con la tv, infatti sarà possibile distribuire liberamente la puntata e gli autori non sono pagati!
Il tutto sarà condito con una serie di ospiti illustri come Roberto Benigni, insomma queste sono le motivazioni per cui abbiamo deciso di condividere con voi questo programma :P
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