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giovedì 7 gennaio 2010

Danni al DNA e rischio galera per chi li usa



Non è una nuova droga ma l'ultimo grido in fatto di "sicurezza", il full body scanner, che si apprestano a piazzare negli aeroporti.
Questi nuovissimi gadget che, probabilmente, presto sostituiranno il vecchio metal detector hanno una gamma di effetti collaterali più lunga di quella su una scatola di pesticidi e richiederebbero pure una modifica alla legge anti-pedofilia.



Ma procediamo con ordine, partiamo dagli effetti sulle persone conseguenti all'esposizione alle radiazioni della gamma del teraHertz. Le emissioni a questa frequenza sono in grado di passare lo schermo costituito dalla parete cellulare e da quella del nucleo provocando la rottura dei filamenti di DNA. In parole povere causano tumori.


Passiamo poi ai problemi legali collegati con l'utilizzo di questi dispositivi. Sembra infatti, obiezione mossa da quei terroristi (e comunisti) del Guardian,
che le immagini generate da questi apparecchi siano talmente fedeli nel riprodurre il corpo umano nudo da violare le vigenti norme anti-pedofilia. Riporto qui un estratto dell'articolo:

The rapid introduction of full body scanners at British airports threatens to breach child protection laws which ban the creation of indecent images of children, the Guardian has learned.

Privacy campaigners claim the images created by the machines are so graphic they amount to "virtual strip-searching" and have called for safeguards to protect the privacy of passengers involved.

Ministers now face having to exempt under 18s from the scans or face the delays of introducing new legislation to ensure airport security staff do not commit offences under child pornography laws.


Passiamo ora alle consuete considerazioni sul rispetto della privacy della maggioranza dei passeggeri, costretti a sottoporsi a questa umiliazione, senza essere terroristi o criminali.



Citando in fine un famoso comunista e noto terrorista internazionale (Benjamin Franklin)

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.


PS il deficiente col candelotto di dinamite nelle mutande capita proprio a fagiolo...

PPS dopo l'inutile vaccino per l'aviaria ora ci tocca pagare pure questi apparecchi nocivi per la salute e liberticidi. Un simpatico regalo per l'industria della "sicurezza" che, a quanto pare, lucra più sulle fobie che sulla reale salvaguardia del cittadino.

Buon Anno
JS

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domenica 12 aprile 2009

Dalle piccole cose si capisce molto

La notizia che vi riporto parla di Leon una 19enne rumena che fa il mimo in strada a Milano, la quale viene multata perché aveva iniziato mezzora prima del consentito ed qualche metro più in la dello stabilito, per evitare il sole, nonostante avesse pagato regolarmente la licenza per occupare il suolo pubblico.
Diversi passanti hanno protestato come è possibile vedere in questo link, Dario Fo si è offerto di pagare lui personalmente la multa, commentando: «Il fatto che il giovane sia stato multato è indegno di una società democratica e dimostra in modo esemplare l’ottusità di questa amministrazione comunale».
Allo scandalo va aggiunto anche che a Milano ci sono 18 vigili urbani addetti al controllo degli artisti di strada, di più di quelli che dovrebbero verificare la sicurezza nei cantieri.

fonti:
http://milano.repubblica.it/dettaglio/i-vigili-multano-la-statua-vivente-i-passanti-protestano-scatta-la-colletta/1616945

http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1617204

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martedì 24 febbraio 2009

Un barlume di speranza? o musica Chiquita

Click sull'immagine per ingrandire

Il senatore dell'IdV Felice Belisario ha presentato un disegno di legge, il ddl 1312 con cui si chiede di cessare l'obbligo di apposizione del bollino SIAE.
Nella proposta viene fatto notare come questo anacronistico mezzo di "tutela" del diritto di autore non sia piu' ne' efficace ne' adeguato alle attuali forme di distribuzione dei contenuti.
Questa proposta segue la doppia bocciatura della Corte di Giustizia Europea che ha stabilito che "i bollini SIAE non possano essere fatti valere come obbligo nei confronti dei privati".
Resta il fatto che questa proposta avra' vita dura vista l'attuale linea della maggioranza e la ferma opposizione della SIAE alla rimozione di questo balzello adatto solo a mezzi fisici ma estremamente remunerativo per la stessa.
Difatti, se guardiamo dall'atro lato dello schieramento ritroviamo il nostro simpatico Luca Barbareschi dal suo blog che dal suo blog insiste sulla linea del potenziamento dell'attuale diritto d'autore e sulla necessita' di un ulteriore giro di vite normativo a riguardo.

"[...] Le piattaforme saranno poi disciplinate secondo criteri precisi, come ad esempio quello di cercare di omologare la normativa vigente italiana con quella internazionale, sia per ciò che riguarda la formazione degli istituti di diritto d’autore, sia per il commercio elettronico delle opere stesse e la salvaguardia di esso, attraverso pene più severe. [...]"

Vista sua proposta, il famigerato ddl 2188 e le dichiarazioni rilasciate sul suo blog, sembra che l'attuale maggioranza concepisca lo sviluppo delle piattaforme di distribuzione online come una minaccia piuttosto che un'opportunita'.
In questa ottica una applicazione letterale e capillare del diritto d'autore e una insana tracciabilita' sono viste come uniche soluzioni possibili alle problematiche poste dai nuovi media.

Personalmente dubito che la proposta di rimozione dell'obbligo di bollare riuscira' a superare l'opposizione delle lobby attualmente al governo.
La Carlucci fa esplicito riferimento alla legge 633 sul diritto d'autore nella sua proposta di censura massiva della rete.
Viene da chiedersi se la "difesa" ad oltranza del diritto di autore non sia solo un modo per far passare un ulteriore giro di vite sulla "sicurezza" e portare la censura della rete a livelli cinesi anche in italia (la minuscola non e' un refuso).

Queste norme vanno viste nel loro contesto. Con il pacchetto sicurezza e' stata introdotta una norma per cui la proposta di disobbedienza civile (fatta a mezzo internet) ad una legge che si ritiene sbagliata diventa reato. Notate bene, non la disobbedienza, ma il proporre la disobbedienza diventa reato. Questo virtualmente mette fuori legge tutti i blog di protesta nel momento in cui le proposte contro cui ci si batte diventino legge.
Resta il fatto che l'ordinamento Italiano punisce gia' l'apologia di reato.

info
bilancio SIAE 2008

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