giovedì 10 dicembre 2009

Educazione civica questa sconosciuta ...

Forse sarebbe il caso di indicare al ministro Gelmini la necessità di indire corsi di educazione civica anche per le cariche istituzionali, dato che giusto oggi il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni ha dimostrato di non conoscere nè l' educazione civica nè il nostro ordinamento giuridico.
Nel suo intervento all' assemblea del Partito Popolare Europeo qui il video dell' intervento il presidente del Consiglio anzitutto dimostra di non sapere che nelle moderne democrazie, compresa la da lui tanto decantata e presa a modello America, il potere giudiziario (ovvero i Pubblici Ministeri che lui sprezzantemente chiama Pubblici Accusatori) non dipende e non deve dipendere dal potere politico, secondo il principio della distinzione dei tre poteri : legislativo, esecutivo (le forze dell' ordine, per capirci) e giudiziario.
Poi dimostra ancora di più (casomai se ne sentisse il bisogno) la propria arroganza e piccolezza morale sentenziando che "se le leggi fatte (ma dire proposte o promulgate fa così schifo ?) dal Parlamento non piacciono al partito dei giudici (la prossima volta che andate in tribunale ricordatevi che i giudici sono tutti dei cattocomunisti che vogliono il vostro male) la Corte Costituzionale le abroga". Peccato che l' unica legge di cui sia capitato nel recente passato di sentire dall' informazione che è stata abrogata dalla Corte Costituzionale sia stata il cosidetto "Lodo Alfano" che, guarda caso, violava giusto un paio di articoli di quel documento redatto una sessantina di anni fa dai padri della Repubblica Italiana.
Nel suo pur breve intervento (lo spezzone di video citato dura all' incirca 4 minuti) il nostro prode Cavaliere martire ha il tempo di ribadire che lui è uno con le palle e che i suoi sostenitori sono sempre più convinti e fiduciosi in lui e dimostra anche di non conoscere il nostro ordinamento quando asserisce che una legge bocciata dal "partito dei giudici" per bocca della Corte Costituzionale sia quella che il governo aveva proposto per vietare l' appello in caso di assoluzione in primo grado. Legge che, asserisce il premier, era stata presentata per non martoriare la vita dei cittadini venendo processati due volte per lo stesso reato. Peccato che abbia dimenticato che nel nostro ordinamento vige già il principio del "ne bis idem", ovvero non si può essere processati due volte per lo stesso reato e che i cosiddetti "processo di appello" e "processo di Cassazione" non sono in realtà veri processi, ma revisioni di quell' unico processo che è già stato celebrato durante il dibattimento di primo grado.
E questa gente è quella che vorrebbe mettere mano alla giustizia ... come diceva un vecchio film "Se tutto va bene siamo rovinati".




Riganja

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martedì 8 dicembre 2009

Salvatore Borsellino No B Day




Salvaguardiamo il diritto di Berlusconi a farsi processare.




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mercoledì 11 novembre 2009

Riforma della (in)Giustizia


Mi sembra doveroso fare un po' di chiarezza in mezzo al tam tam sulla riforma della giustizia che il governo ha tanta fretta di approvare.
Partiamo dal presupposto, direi indiscutibile, che i processi in Italia durano una mezza eternità e che la gente si è rotta decisamente dello status quo e reclama processi di durata decente. E fin qui nulla da eccepire al governo, il problema è (come accade abbastanza spesso con l' attuale governo di centro-destra) che la strada per l' inferno è lastricata di ottime intenzioni ma poi i mezzi usati per dare corpo a quelle intenzioni sono palesemente sbagliati.
Quello che la riforma della giustizia proposta dal governo suggerisce è di ridurre di un quarto i tempi della prescrizione per i reati punibili con pena inferiore a 10 anni, vale a dire che si cessa di essere giudicabili per il reato ancora più in fretta (e questa previsione ha tanto il sapore di un modo di incentivare anzichè disincentivare le lungaggini burocratiche, perchè se sono avvocato e so che il mio cliente è colpevole cercherò di tirarla per le lunghe in modo che intervenga la prescrizione a meno di non essere completamente stupido), ed inoltre prevede una sorta di "timeout" entro il quale si deve celebrare ciascun grado di giudizio,sempre per i reati con pena inferiore a 10 anni, pena la cessazione del processo (e dato che in Italia non si può essere processati due volte per il medesimo reato questo significa impunità per i colpevoli qualora non si riesca a dimostrare la colpevolezza entro i termini). Questo sarebbe bellissimo se ci fossero le condizioni per attuarlo, ovvero se le procure avessero i mezzi per riuscire a celebrare i processi di primo grado entro 3 anni, quelli d' appello entro 2 e quelli di Cassazione entro 1, condizioni che (stante la relazione del ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano al Parlamento giusto qualche giorno fa) non ci sono se per un processo ci vogliono in media 7 anni e mezzo per terminare i tre gradi di giudizio mentre la riforma ne concede al massimo 6 (3 di primo grado, più 2 d'appello, più 1 di Cassazione). Se poi aggiungiamo il fatto che sono inclusi i processi in corso di celebrazione in primo grado (tra cui, a voler fare i malpensanti come insegna una nota massima andreottiana, guardacaso ci sono i due processi Mills e Mediaset che riguardano il premier) la sensazione di una ennesima legge ad personam si accentua ulteriormente.Ai posteri l' ardua sentenza su dove finirà l' Italia se si continuano a promulgare leggi che per avvantaggiare un singolo cittadino sono degli autentici regali alla delinquenza sia comune che organizzata ...

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domenica 4 ottobre 2009

Coming soon

La prossima release di Ubuntu, Karmic Koala coming soon :)


Un consiglio, prima di provarla, aspettate la versione definitiva. Di solito fra la beta e la stable c'è differenza come fra il giorno e la notte.
Comunque un po' di promozione a questo OS non fa mai male, enjoy

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martedì 15 settembre 2009

Deliri di un regime decadente



Caro Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, volevo falre notare come l'Italia investe nello spettacolo e nella cultura, solo lo 0,22% del PIL a differenza della media Europea che si attesta attorno all'1,5% e personaggi come Mozart e Vivaldi hanno vissuto grazie ai vitalizi di nobili e regnanti dell'epoca. Inoltre il FUS finanzia anche La Scala di Milano, La Fenice e L'Arena di Verona, che gia' ora sono a rischio di chiusura. Crede che l'innovazione possa avvenire tagliando cosi drasticamente fondi alla cultura, e all'Universita'? Inoltre perche' non considera il mestiere di un artista un lavoro?

Paggio

Mi permetto inoltre di dedicarle questa poesia
Ieri ascoltammo il re scoreggione
Era dolce come torrone
E benché non fosse granché in voce
Rumoreggiava in modo atroce
Wolfgang Amadeus Mozart.

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domenica 6 settembre 2009

Nature: Mani Pulite, prego


Il governo italiano deve mantenere una cauta distanza dall' industria.

Quindici anni orsono, all' apice della campagna anticorruzione italiana 'Mani Pulite', la polizia irruppe in casa di Duilio Poggiolini, capo del comitato nazionale per la registrazione dei farmaci, e scoprì lingotti d' oro sotto le assi del pavimento. Per molti italiani l' immagine di quei luccicanti lingotti ancora risuona - un simbolo duraturo di un tempo in cui personalità del governo ("government officals", n.d.t.) , fino al ministro della salute incluso, ricevevano abitudinalmente mazzette dall' industria farmaceutica per approvare dei farmaci e fissare i loro prezzi.

Vennero prese delle misure (lett. "dei passi vennero fatti", n.d.t.) per evitare che una situazione simile accadesse di nuovo. Quindi è preoccupante che Nello Martini, un farmacista senza legami con la politica, sia stato destituito dal nuovo governo del Primo Ministro Silvio Berlusconi dalla direzione dell' AIFA, l' agenzia autonoma creata nel 2004 per registrare i farmaci e supervisionare il loro utilizzo. Martini ha portato a termine con successo il mandato di limitare la spesa spiraleggiante (con una crescita a spirale, suppongo. n.d.t.) al 13 % del budget totale per la salute. Ma nel processo è incappato nell' ira dell' industria. Solo alcune settimane fa i pubblici ministeri di Torino ("government prosecutors", n.d.t.) hanno accusato Martini di 'Disastro Colposo', cioè di aver 'non intenzionalmente causato un disastro', per i ritardi burocratici nell' aggiornamento dei bugiardini di accompagnamento di alcuni farmaci in merito agli effetti collaterali - sebbene nessuno richiedesse più che una leggera riformulazione ("cambio di parole", n.d.t.) del testo esistente.

Martini è stato sostituito a metà luglio dal microbiologo Guido Rasi, un membro del C.d.A. dell' AIFA, che è stato descritto dalla stampa italiana come vicino al partito di estrema destra Alleanza Nazionale, che fa parte della coalizione di governo di Berlusconi. Ancora più preoccupantemente il governo, che si è insediato a maggio, afferma di stare pianificando di ridurre il potere dell' AIFA separando la decisione in merito al prezzo dei farmaci dalle considerazione tecniche in merito alla loro efficacia, riportando la decisione sui prezzi al ministero della salute e del welfare.

In un momento in cui tutte le nazioni stanno lottando per trovare un modo per poter pagare medicinali di nuova generazione enormemente costosi all' interno di budgets limitati questo ha pochissimo senso.
L' agenzia autonoma ha bisogno di essere in grado di integrare tutte le informazioni tecnico-economiche se l' Italia deve far funzionare un sistema sanitario economicamente produttivo ("cost-effective",n.d.t.). Inoltre le connessioni tra il ministro della salute e del welfare e l' industria sono spaventosamente strette ("uncomfortably close", n.d.t.).Per esempio la moglie del ministro Maurizio Sacconi è la direttrice generale di Farmindustria, l' associazione che promuove gli interessi dell' industria farmaceutica.

In effetti il governo Berlusconi ha mostrato sconvolgenti tendenze a permettere che interessi industriali guadagnassero influenza sulle agenzie statali. Alcune settimane dopo il congedo di Martini, l' agenzia spaziale italiana è stata posta nelle mani di un commissario che capeggia la divisione spazio del gigante aerospaziale Finmeccanica. Il governo dovrebbe pensare due volte se vuole veramente aprire la porta che era stata deliberatamente chiusa dopo l' affare Poggiolini.

Articolo originale: http://www.nature.com/nature/journal/v454/n7205/full/454667b.html

Si ringrazia Gianluca per la traduzione

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Mulini a vento, una bella storia

Una bella storia sull'energia :)
Un'ergia pulita e gratuita e grande ingegno :)


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mercoledì 2 settembre 2009

Conferenza stampa di Don Albino Bizzotto

Riprendiamo dopo le vacanze estive, con il video integrale della conferenza stampa di Don Albino Bizzotto realizzato dal nostro staff.

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martedì 21 luglio 2009

Il governo italiano abbandona il solare termodinamico


Zaratti: “Una scelta suicida per l’ambiente e le imprese…Queste decisioni non fanno bene al Paese”
Mentre nel mondo, Spagna e Germania in testa, si sta svegliando l’appetito per la nuova promessa dettata dal solare termodinamico, Italia potrebbe bruscamente invertire la tendenza. E’ di oggi infatti la presentazione in Senato della mozione del Pdl in cui sono indicate tutte le criticità di questa tecnologia dalle (così definite) “incerte le potenzialità”.
La mozione firmata da Gasparri, Nania e Dell’Utri recita così: “I primi tentativi di realizzare impianti di solare termodinamico anche di consistenti dimensioni, risalenti a più di 30 anni or sono, non sono stati persuasivi nei risultati e quindi abbandonati e attualmente è inoltre difficile prevedere quali potranno essere i costi di installazione e gestione di tale tecnologia in futuro… pertanto, appare economicamente più vantaggioso puntare sulle tecnologie per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per le quali i costi connessi alla curva di apprendimento risultano prossimi alla combinazione ottimale di efficacia ed efficienza quali, in particolare, le tecnologie del solare fotovoltaico, del consumo di biomasse e dell’eolico… e destinare ai suddetti obiettivi tutte le possibili risorse, ivi comprese quelle dei fondi non attivati per l’incentivazione di energie non ritenute proficue”.

Uno stop dunque al solare termodinamico che tuttavia per Filiberto Zaratti, Assessore all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio, rappresenta “una scelta suicida per l’ambiente e le imprese ed è la conferma degli scenari che il Governo intendeva tenere nascosti circa la gestione dell’energia con l’introduzione del nucleare in Italia”. “Con questa operazione, in realtà, si vogliono spostare risorse dal solare termodinamico al nucleare proprio all’indomani della notizia che il Governo canadese ha sospeso una gara per due reattori atomici per eccesso di costo: 4.600 euro per kW installato, per un totale di 15 miliardi di euro. Il tutto per la sola costruzione”.
“Queste scelte, inoltre, non fanno bene al Paese e alla nostra Regione. – prosegue Zaratti firmatario di un accordo con Confindustria Lazio per la realizzazione di una centrale solare termodinamica della potenza di 35 MW – L’opzione nucleare, che coinvolge anche nostra Regione specialmente per quella che sembra essere la scelta già fatta del sito di Montalto di Castro, infatti, orienterà la maggioranza delle risorse verso tecnologie prodotte all’estero, relegando le imprese italiane e del Lazio a un ruolo marginale di comprimari, mentre oggi possiamo essere leader, come la Spagna dove è già in funzione una centrale solare termodinamica da 50 MW. Il solare termodinamico è una tecnologia emergente sulla quale tutto il Mondo sta investendo, non solo in ricerca, ma anche in progetti concreti, come dimostra il Piano solare francese che punta installare nel Nord Africa ben 20.000 MW”.
“Se l’Italia uscirà da questi progetti innovativi – concludel’Assessore – si ripeterà il caso del fotovoltaico, nel quale solo 15 anni fa eravamo leader in Europa e che abbiamo abbandonato scegliendo modelli di sviluppo energetici obsoleti e che non producono vera ricchezza per il Paese”.


Articolo tratto da:
http://www.rinnovabili.it

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domenica 12 luglio 2009

Vale pure per il traforo?


«Devono essere i cittadini di Verona a decidere su un’opera dal costo elevato, che stravolgerà la città e che rappresenta un impegno finanziario consistente che andrà a scapito di altre scelte. I cittadini decidono, l’amministrazione si adegua»

Flavio Tosi, maggio 2006, sulla Tramvia

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giovedì 9 luglio 2009

Dalla Brambilla all'usabilita' Rai

Stavo allegramente leggendo di una recente uscita di Michela Vittoria Brambilla, Ministra del Turismo, che pare abbia scoperto i link in una puntata di porta a porta (il minuscolo non e' un refuso...). Curioso di vedere la scena ho seguito il link al sito della Rai, quando mi sono trovato davanti a questa cosa:



Click sull'immagine per ingrandire

Sconcertato mi sono messo a cercare l'introvabile player embedded, poi ho notato la microscritta, BLU su sfondo NERO, "da questo sito". Click ed ecco che spunta il link a moonlight, la versione open di Silverlight della Microsoft... ed ecco svelato l'arcano (con un trucchetto da forum per teenager :P...). Il vero messaggio era questo:


Click sull'immagine per lo Zoom :)


Ora, un paio di considerazioni:
  1. Moonlight (o Silverlight) e' meno diffuso di flash e non e' preinstallato sulla maggior parte dei sistemi operativi, questo messaggio compare piu' spesso di quello che si possa pensare (e non solo a chi usa linux/firefox/opera...)
  2. La Rai e' un'azienda pubblica che dovrebbe garantire la fruizione dei contenuti ad un vasto pubblico in modo professionale e accessibile. I messaggi neri (o blu) su sfondo nero non e' che aiutino chi ci vede normalmente, figuriamoci chi ha problemi di vista o non e' avvezzo a navigare in portali costruiti coi piedi.
  3. Nella progettazione di un sito di questo calibro l'uso di tecnologie open (o almeno diffuse, mi accontento di flash... ) sarebbe auspicabile (e anche un minimo di attenzione all'usabilita' oltre che alla grafica...)
Mi vedo mia madre che seleziona il testo per leggerlo :D
Con gente come l'aggiornatissima Brambilla al Turismo o l'indimenticabile Gabriella Carlucci che decide le sorti dell'internet italiano siamo in una botte di ferro :D

Ok, ora chiudo ma con una vignetta (censurata ovviamente) di Vauro (l'originale qui, scusate ma non riesco piu' a trovare il link esatto lol)


PS:
per i pignoli (Paggio rulez e non e' contento nemmeno del modo in cui ho fatto l'embedded del codice :P) questo e' il codice html della scritta:

<center style="color: black;"><a>Per visualizzare il contenuto video installa Moonlight </a><a href="http://www.go-mono.com/moonlight/">da questo sito</a> e poi torna sulla pagina.</center>


e della funzione di sfondo:

...
var mediaItemSilverlightCreated = false;
...
<param name="background" value="# 0a0a0a" />;
...


per la cronaca 0a0a0a e' una sfumatura di nero :D

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martedì 7 luglio 2009

La fine raffinatezza intellettuale di Matteo Salvini (Lega Nord)



Il video non riprende alcuni ubriaconi appena usciti dallo stadio, ma il deputato Matteo Salvini con alcuni dei suoi simpatizzanti, famoso per aver proposto carrozze separate per gli immigrati e che nel 1997 era capolista nelle elezioni per il Parlamento della Padania della corrente "Comunisti Padani".
Ora si spera che si dimetta o quantomeno la lega lo cacci dal partito, ma secondo voi cosa accadrà? Personalmente penso che si risolverà il tutto con un: "era un innocente coro da stadio"

edit: Questa volta mi sono sbagliato, alla fine si e' dimesso da deputato, ma resta al parlamento europeo

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giovedì 25 giugno 2009

Cape Fear Live Scienze

Finalmente ho caricato il video del concerto dei Cape Fear alla festa di fine anno di scienze :)



bye
JS

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Finservice - Mondadori

Pubblico un appello dei lavoratori Finservice (Mondadori) che sono senza stipendio da Dicembre 2008



Edit
Video Subbato

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lunedì 22 giugno 2009

In discussione il divieto di respirare :)

Chi ha avuto il dubbio onore di vivere a Verona durante la spensierata amministrazione Tosi si sara' certamente accorto della comparsa, come funghi, di divieti e ingiunzioni. Da cose ovvie e condivisibili (quale non imbrattare!!!) a cose assurde quali non mangiare panini passeggiando davanti ai monumenti (il palazzo piu' recente del centro storico ha almeno 200 anni!!!). L'unico palazzo escluso da questa ordinanza era il municipio (avendo ben poco di storico) che e' stato oggetto di una apposito provvedimento...
Se l'ordinanza fosse applicata alla lettera acquistare un panino a un banchetto in piazza Erbe o un gelato in via Mazzini (reati gravissimi e lesivi del pubblico decoro) metterebbero l'incauto acquirente nella posizione di violare l'illuminata volonta' del nostro primo cittadino (non credo che un gelato resista fino all'uscita dal centro storico :D).
Ringraziando sentitamente il nostro sindaco per aver sacrificato la vivibilita' della nostra citta' al fine superiore di un falso decoro e di una inutile vessazione del cittadino (e del turista pagante...) vi lascio con questo bellissimo pdf (gentilmente concesso da veronainforme.noblogs.org) sui divieti assurdi che imperversano nella nostra amata Verona.

Cordiali Saluti
JS

Fonti:
http://veronainforme.noblogs.org
pdf di HARDECORO
link al post originale su veronainforme

PS, dimenticavo una chicca! divieto di piccioni!!!
leggete il pdf x saperne di piu' :D

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venerdì 19 giugno 2009

Festa a Scienze!!!

Oggi Festa a Scienze!!! dalle 20.00 alle 00.30!!!!
Aperitivi, Cibo, Birra e Musica!!!

Aperta a TUTTI!!!


CAPE FEAR Live :D
Salve a tutti ragazzi e ragazze!!!

Quest'anno abbiamo pensato di non rimanere da parte .. e anche noi della facoltà di Scienze MM.FF.NN. abbiamo deciso di organizzare un party di fine anno !

Data: 19 Giugno 2009
Location: piazzale della facoltà di Scienze MM.FF.NN.

La festa è chiaramente aperta a tutti (studenti e non / amici di amici di amici) ed è possibile acquistare nei giorni precedenti, delle prevendite per drink o cibo !

COSTO PREVENDITE:
1 birra/bibita + panino = 3 EURO
2 birre = 3 EURO

In fondo a questa pagina troverete i posti dove poter comprare le prevendite o le persone da chiamare. Non c'è limite di prevendite per persona .. quindi è possibile anche acquistare 20 birre prima ancora di entrare alla festa !

Durante la serata i prezzi saranno i seguenti:
1 panino = 2.5 EURO
1 bibita = 2 EURO
1 spritz = 2.5 EURO
1 birra piccola = 2 EURO
1 birra media = 3 EURO
1 cocktail = 4 EURO

Nonostante i prezzi assolutamente accessibili conviene prendere la prevendita !

La festa comincerà alle 19:30/20:00 e andrà avanti fino alle 00:30 perchè siamo vicino a delle case e non possiamo fare troppo casino fino a tardi !

Musica:
ore 20-22 = musica da aperitivo
22-00:30 = musica dal vivo e cover band !

Tutto il ricavato della festa sarà devoluto in beneficienza !

Se vi interessa lavorare con noi per portare gente contattare
Francesco 349 1686123
Wudy 348 4030898
ogni 10 persone che portate avrete un buono per 2 birre .. o altrimenti ogni 15 persone avrete un buono per un cocktail !

LISTA POSTI PER PREVENDITE:

- facoltà di Scienze MM.FF.NN. (strano vero) presso il banchetto apposito

- bar La Voglia, zona universitaria in centro, chiedere di Davide

(lista in aggiornamento)

PS = spargete inviti a tutti i vostri contatti PLS !!

Le prevendite sono ancora aperte.

Maps:


Visualizzazione ingrandita della mappa

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1950, Discorso in Difesa della Scuola Pubblica

Questo è un interessantissimo discorso, fatto in tempi non sospetti (1950!!) da Piero Calamandrei in difesa della scuola pubblica e che, grazie al nostro attuale ministro alla pubblica distruzione, torna attualissimo.

Cavolo, vedeva nel futuro...

Vi consiglio di leggerlo, è veramente interessante.

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"
Fonti:
testo del discorso
la foto in bw è presa da wikipedia
coming soon i video del discorso

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venerdì 12 giugno 2009

Muore la democrazia

Muore sotto l'indifferenza di molti la libertà di informazione, muore uno degli strumenti più utili nelle indagini delle forze dell'ordine, muore la democrazia.



I punti salienti della proposta di legge 1415:
Art 1 comma 2 «È vietata la pubblicazione, anche parziale, della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico, anche se non più coperti dal segreto e anche se inseriti in altri provvedimenti del pubblico ministero o del giudice per le indagini preliminari, fino alla conclusione delle indagini preliminari»
Art 20 comma 4 Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le medesime caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.
5. Le dichiarazioni o le rettifiche devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate senza commento nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.
6. Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa persona, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o affermazioni da essi ritenuti lesivi della propria reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di rilevare penalmente. La pubblicazione in rettifica è effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con idonea collocazione, visibilità e caratteristica grafica e deve inoltre fare inequivoco riferimento allo scritto che l’ha determinata.

Iter del procedimento legislativo:
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?pdl=1415

Articolo che tratta l'aspetto informatico di questo emendamento:
http://punto-informatico.it/2641517/PI/Commenti/chiuso-rettifica.aspx

Commenti di Google Italia sulla vicenda:
http://googleitalia.blogspot.com/2009/06/cosa-centrano-i-blog-con-le.html

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venerdì 5 giugno 2009

Censura: Tour elettorale di Berlusconi

Berlusconi a Prato:

E il tg 4 titolava:"folla di 2500 persone acclamano Berlusconi a Prato"

Berlusconi a Firenze:


Berlusconi a l'Aquila:


Berlusconi a Bari:
http://protesta-univr.blogspot.com/2009/06/censura.html

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Censura



Da "Il Giornale"
Bagno di folla Il presidente del Consiglio, stretto tra due ali di folla ha fatto una passeggiata nel corso principale di Bari, per raggiungere un gazebo allestito dai sostenitori del Pdl. La folla a più riprese ha rallentato l'avanzare di Berlusconi che si è fermato più volte a salutare e a ringraziare, tra gli appalusi dei suoi sostenitori.
Tratto da Facebook e scritto da D.S.
L'altro ieri, 31 maggio 2009, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era a Bari a presentare il candidato sindaco del Pdl, Simeone di Cagno Abbrescia.
In piazza ad accoglierlo, oltre ai suoi sostenitori, un migliaio di persone che in coro gli gridavano "mafioso", "fatti processare", "no al nucleare". Mille persone!
Una presenza così numerosa e così determinata, che il corteo di Berlusconi ha dovuto cambiare percorso, anziché corso Vittorio Emanuele II hanno dovuto imboccare le strade interne; poi, ha dovuto rinunciare al comizio, dato che la sua voce era sovrastata dai vari "mafioso" e "fatti processare". Infine, ha anche rinunciato a ritirare un premio che gli dovevano consegnare al teatro Margherita.
In pratica, l'abbiamo mandato via da Bari! Grandi!
Solo che il giorno dopo, ieri, alle 14.00, accendi la tv su Raitre, e al TgR danno la seguente notizia: "Il premier a Bari, al posto del tradizionale comizio, preferisce una passeggiata nel centro della città, per stare più a contatto con la gente". Neanche un accenno alle contestazioni. Neanche un'inquadratura dei manifestanti. Anzi, solo bugie.
Il comizio non l'ha fatto, perché noi non glielo abbiamo permesso!
E la passeggiata in centro è stato un imprevisto, perché noi gli sbarravamo il percorso!
Berlusconi è andato via da Bari sconfitto!
Giornalisti venduti e bugiardi, siete i primi colpevoli dello sfacelo dell'Italia! Vergogna!

Bari, 2 giugno 2009

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giovedì 4 giugno 2009

Coerenza


Foto del 13 febbraio 2005

Da "La Stampa" del 2/6/2009
Per il sindaco scaligero, Flavio Tosi, l’aggressione di Schinaia è stato «un atto di violenza brutale, vile e inqualificabile, tanto più grave in quanto rivolto contro una persona che rappresenta una delle più alte autorità dello Stato a Verona». «Chi aggredisce il procuratore della Repubblica - ha sottolineato Tosi - aggredisce lo Stato e quindi tutti noi». «Al dottor Schinaia - ha rilevato - esprimo tutta la solidarietà mia personale e dell’intera città e l’augurio per una rapida guarigione; spero che l’aggressore possa essere rapidamente individuato e assicurato alla giustizia per ricevere un’esemplare punizione».
Interessante sentire queste parole da chi fomenta questo genere di cose

Ps: per chi non lo sapesse Guido Papalia è un collega di Schinaia, che attualmente esercita a Brescia.

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sabato 30 maggio 2009

C'era una volta la piazza...

C’era una volta, tanto tempo fa, la Grecia antica. Non era un luogo delle favole, come i boschi stregati o le isole fatate, ma era stato il posto dove gli uomini avevano iniziato a pensare che quell’altro grande posto chiamato mondo , che è dove stiamo tutti, poteva essere raccontato attraverso la ragione, che significa capirlo. Col tempo questo racconto sarebbe stato chiamato filosofia, e più avanti ancora scienza, perché l’universo non è una faccenda di occultismo: è un’infinita trama di cause ed effetti, che significa che anche due cose tra loro infinitamente lontane non sono estranee l’una all’altra, perché la loro distanza è fatta di relazioni causali e non di buio incomprensione e paura. Così gli uomini impararono dal "kòsmos" che l’ordine è armonia, e con questo modello in mente si svilupparono le "polis", come fu quella di Atene, le tipiche città stato greche, che anche se non furono esenti da problemi e contraddizioni, trasmisero all’Occidente quello che sarebbe stato il concetto di politica, che non per nulla è alla "polis che deve il suo nome.
Centro vitale della città era l’"agorà", la piazza, dove non solo si svolgeva il mercato e si trovavano i luoghi di culto dedicati alla divinità protettrice, ma dove soprattutto i cittadini liberi si radunavo in “assemblea” per discutere in comunità e decidere collegialmente le leggi. Era il fulcro politico della città, lo spazio fisico a simbolo della democrazia che, è sempre l’etimologia greca a ricordarcelo, è una faccenda che dovrebbe riguardare e appartenere al popolo. Alcuni filosofi, parlando di Atene, dissero che nonostante fosse un luogo di case, mercati, templi e teatri, erano gli stessi cittadini ateniesi a fare la polis. Quei cittadini che, nel condividere la vita della piazza, si ricordavano gli uni agli altri di partecipare dei medesimi diritti, perché l’agorà non era un luogo aperto al pubblico, ma era il luogo del pubblico, e visto che Borges diceva che le generalizzazioni non sono reali ma reali sono i singoli individui – e “il pubblico” è una generalizzazione – potremmo dire meglio che la piazza era il luogo di ognuno dei singoli cittadini che costituivano la polis.

Questo tanto tempo fa. Pochi giorni or sono, invece, a Verona, era mercoledì sera, dei ragazzi vengono minacciati e malmenati da poliziotti in tenuta antisommossa perché suonavano bonghi e chitarre in una piazza del centro di Verona. Già, sempre la piazza, simbolo questa volta che i tempi sono cambiati, che l’agorà non è più il luogo dei singoli cittadini che formano una comunità. Alienare la piazza, renderla una stanza da museo in cui a regnare sono le eco del silenzio, perché quando non si sente nulla si ha paura di tutto, un principio che anche il più mediocre dei film horror ci ha insegnato a sufficienza…
Ciò che viene toccato dall’ordinanza di Tosi in cui si vieta di suonare strumenti musicali in luoghi pubblici dopo le dieci sera non è “il diritto al sonno” dei cittadini o di fantomatiche signore che vivono in centro ma che lavorano a Venezia e che si devono alzare alle cinque del mattino (e queste sono le legittimazioni giuridiche che sono state usate…) . È che oggi la piazza - in un clima politico che, attraverso la voce del suo maggior rappresentante, ha definito l’Italia un paese mono-etnico – può essere tollerata tutt’al più come un luogo di incroci casuali ma non come uno di incontro, che è sempre condivisione. Se la libertà di parola e quella di riunione sono due cose che stanno insieme non è un caso, perché uno che dice tutto quello che vuole ma lo dice solo a se stesso non è un uomo libero, è uno schizofrenico. E l’ordinanza di Tosi mira a far diventare la chitarra sinonimo di schizofrenia, di malattia mentale. E se sono schizofrenici quelli che suonan la chitarra, lo sono pure quelli che li stanno ad ascoltare, e gli schizofrenici non è bene lasciarli all’aperto, meglio in manicomio o, visto che bisogna fare con quel che si ha, in questura. E visto che con gli schizofrenici non è il caso discuterci, due manganellate sono un metodo dialettico più efficace di quello platonico.
Tutto questo perché si vive in un clima culturale che si culla nell’apatia e che si affida alla paura, che non accetta che ragazze e ragazzi, insieme a signore e signori, suonino nella stessa piazza dopo le dieci di sera, ma che è da dieci anni che si guarda il Grande Fratello in prima serata fino all’una di notte. Si sono creati i presupposti che se prima hanno consentito di dire che partigiani e fascisti erano entrambi eroi della patria, ora consente di combattere la chitarra col manganello, anche quando non si suona “Bella ciao”. E la cosa ha funzionato talmente bene che pure da alcuni che mercoledì sera erano in piazza Dante si è sentito dire: i poliziotti hanno picchiato ma i ragazzi però hanno alzato la voce. Come a dire: Tizio è morto perché gli hanno avvelenato il cibo, ma noi ce la prendiamo col cuoco perché non aveva salato l’acqua…

Si privatizza la scuola, la sanità, i trasporti, e infine si vuole privatizzare pure la socialità. Vuoi la compagnia dei tuoi amici, devi pagare la tassa che si chiama aperitivi nei locali del centro, perché chi è seduto ai tavoli del locale che è in piazza è un cliente, chi vive la piazza è un cittadino, quelli che a detta dei Greci costituivano la polis. Togli i cittadini, rimangono i clienti, togli la piazza, non rimane la città. La perplessità di chi scrive, tra le altre, è quale sia la necessità di un’amministrazione comunale che non si cura né delle piazze né dei cittadini, e che usa la violenza e non le parole nei confronti di chi strimpella, quando invece usò tante parole nei confronti di chi ha ammazzato di botte un ragazzo in centro poco più di un anno fa. Quasi che una delle assurde morali di questa storia fosse che se hai la testa rasata – e non perché sei calvo – in giro per le piazze ci puoi andare a picchiare la gente, se invece hai i capelli lunghi neppure ti puoi portare il mandolino.

Piazza Dante è chiamata così perché al suo centro c’è la statua del poeta della Commedia. Nell’Inferno, per due volte, al Canto III e V, tramite la bocca di Virgilio, Dante dice: “Vuolsi così colà dove si puote/ ciò che si vuole, e più non dimandare” , perché l’onnipotenza non è tanto fare ciò che si vuole, ma è che gli altri non debbano dir nulla di quello che hai fatto. E se questo è già tanto discutibile nel nome del Signore, nel nome di Tosi perde anche il fascino del misticismo. E non per ideologie politiche, ma perché la politica ci insegna che un sindaco e dio sono due cose proprio diverse. Ce lo ha insegnato, ma tanti se ne sono già dimenticati…

È che una volta, non tanto tempo fa, c’erano dei ragazzi che suonavo due chitarre e un bongo in una piazza della città in cui Romeo si dichiarò a Giulietta. Forse oggi anche Romeo sarebbe stato manganellato, accusato di una serenata. Di quei ragazzi, invece, come la storia andrà a finire non si sa ancora. Certo è che la loro morale è che per una sera a settimana, per qualche ora e con un po’ di musica, si può essere e felice e contenti. Perché anche la gioia, come il diritto al sonno, è qualcosa che va difeso.


Paolo Vanini

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venerdì 29 maggio 2009

Piazza Dante, polizia pesta due giovani, ecco il vagito del Mediatismo


Mercoledì sera in Piazza dei Signori, come accade ormai da un anno e mezzo, molti giovani si sono ritrovati, alcuni hanno portato uno strumento, qualcuno ha portato e condiviso qualcosa da bere (senza eccessi), come accade in tantissime piazze d'Italia e non solo.
Verso le 23.45 arrivano 6 pattuglie dei vigili urbani, per multare due giovani che stavano suonando, al che si levano dalla piazza qualche canto di sfottò, alcuni si mettono a disegnare con i gessetti colorati per terra, dopo la colletta per pagare le multe ai 2 giovani, la serata continua normalmente nonostante le volanti.
Verso le 0.30 un giovane prende una chitarra e inizia a strimpellare, allora i vigili si avvicinano per multarlo, alcuni si mettono in mezzo per chiedere spiegazioni, ma vengono spintonati e da li a pochi secondi dopo, diverse volanti della polizia e 4 camionette piene di poliziotti in tenuta antisommossa picchiano violentemente e portano in questura due ragazzi.

Riportiamo due racconti di gente presente in Piazza Dante Mercoledì 27 Maggio 2009:

"Mercoledì 27 maggio in Piazza Dante, a Verona, si è verificato un fatto vergognoso e inaccettabile.

Sono le 22.00. Come ogni mercoledì da un po' a questa parte, la piazza si riempie di vita. Ragazze e ragazzi, cittadine e cittadini, turisti e passanti si incrociano e spontaneamente si fermano in piazza a bersi una birretta, fare due chiacchere, suonare, cantare. Vuoi per la pioggia del pomeriggio che ha impigrito qualcuno, vuoi per la partita in champions league, c'è un po' meno gente del solito: siamo poco più di un centinaio di persone. Come sempre l'atmosfera è bella rilassata.

Verso le 23.45 si presentano in piazza quattro volanti della polizia municipale per identificare e sanzionare due ragazzi che a quell'ora stavano suonando il tamburo. Dopo qualche minuto di accesa discussione, la situazione torna tranquilla. Parte spontanea una colletta per aiutare i due a coprire la cifra necessaria al pagamento della multa. Qualcuno commenta ironicamente l'intervento degli agenti, altri chiaccherano sereni ignorandone la presenza, altri disegnano con i gessetti colorati. La tensione sfuma velocemente e tutto torna tranquillo. Nonostante questo le quattro volanti rimangono accampate nella piazza per altri quaranta minuti. Motore acceso, fari puntati. Ai lati gli agenti camminano avanti e indietro nervosamente. Con loro a monitorare la situazione, sono presenti vicequestore, vice capo della digos, un numero imprecisato di agenti con ricetrasmittenti e telecamere. Alla crescente curiosità di qualche ragazzo che li interroga sul senso della loro presenza, un vigile si decide a rispondere: "Questi sono gli ordini; nel caso siamo pronti a caricare". La voce rimbalza nella piazza ma pare una semplice provocazione. Nessuno gli da più di tanto peso. E' "normale".

Qualche minuto dopo, succede qualcosa che ha dell'incredibile. Attorno alla 00.30 dalla loro postazione si sganciano, guanti alle mani, 6/7 vigili guidati dal vice comandante. Si dirigono decisi verso un angolo della piazza dove si scopre che un "criminale" sta strimpellando una chitarra in compagnia di un amico. Tanto è il frastuono che nessuno in piazza se ne è praticamente accorto. Ma gli agenti proseguono implacabili e minacciosi accerchiano il ragazzo che accortosi del loro arrivo, sbalordito, prontamente smette di suonare.

Ecco applicata l'ordinanza con la quale il sindaco vieta l'uso di strumenti musicali dopo le 22.00. Davanti a tutte e tutti si concretizza l'assurdità di un provvedimento che in nome della quiete pubblica va a colpire un ragazzo che certo non sta disturbando nessuno, tanto che il suono della sua chitarra è coperto dalle chiacchere della piazza. Spontaneamente, qualche amico gli si avvicina per capire cosa sta succedendo. I vigili si fanno subito minacciosi chiedendo i documenti a chiunque rivolga loro la parola. Molti chiaramente si rifiutano di farlo non ritenendo loro imputabile alcuna infrazione. Non hanno fatto nulla di più che qualche domanda. Di punto in bianco gli agenti, tenendo il musicista stretto in una morsa, iniziano a spintonare per liberarsi dal capannello di amici e curiosi che gli si è creato attorno ed avvicinarsi alle volanti. Qualcuno viene scaraventato a terra tra le proteste dei più. E' il caos.

Questione di un minuto da dietro la prefettura arrivano in Piazza Dante 3/4 camionette della celere e una macchina dei carabinieri, che evidentemente aspettavano il segnale posizionate nelle vicinanze. Dalle camionette scendono con casco e manganello in mano una decina di celerini che subito si lanciano verso i colleghi della municipale menando a casaccio. Nella piazza è il panico, si alzano grida di paura e denuncia. Si cerca di capire se c'è finito di mezzo l'amico, l'amica. Si grida: "vergogna!" Celere e vigili trascinano dietro le volanti due ragazzi, due studenti. Uno di questi viene colpito più volte al costato, al viso, strattonato per i capelli, sbattuto a terra ed infine caricato su una volante per essere accompagnato, insieme all'altro, in questura. Il tutto è testimoniato dalle decine di persone presenti ed è ben documentato nelle foto e nei diversi video che sono stati girati. Sul momento non viene resa nota alcuna imputazione. Una ragazza piange. Uno dei due è il suo ragazzo. Non la lasciano avvicinarsi. Davanti a lei una fila di celerini, vigili ed agenti della digos.

In piazza sono tutti scioccati per quello che hanno visto davanti ai loro occhi. Una cinquantina decidono di partire insieme a piedi e raggiungere la questura. Ad aspettarli è schierata una fila di celere. Sono ormai le 2.00. La situazione è surreale. Arrivano altri ragazzi a portare la loro solidarietà. Voci danno per imminente la liberazione dei due. Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale con aggravante e rifiuto di fornire i documenti, sempre con aggravante.

Dopo circa una mezzora gli amici possono finalmente riabbracciarli. Uno ha addosso tutti i segni delle percosse: la schiena e il costato segnati dai lividi, un occhio gonfio, un evidente "buco" nella testa causato dallo strappo di qualche ciocca di capelli.

Pensiamo che queste cose non possano accadere in un Paese che si dice libero. Ci sembra chiaro che nella nostra città in particolare ci sia un'emergenza democratica. Non permetteremo che cose simili accadano nuovamente.

Butele e butei in direzione ostinata e contraria."
E ancora
"Stasera a Verona, piazza dei Signori, verso mezzanotte sono arrivate diverse pattuglie della polizia locale. Comandati dal vice capo dei vigili Sgrella si sono imposti per fare rispettare l'ordinanza del sindaco che vieta di suonare strumenti musicali dopo le ore 22. Come ogni mercoledì, in piazza dei Signori, stasera c'erano moltissimi giovani, che si ritrovano liberamente per parlare, suonare, vivere la piazza cittadina fuori dal contesto commerciale, dei bar, dei locali.
I vigili hanno dapprima dato una multa (di 100 euro) ad un ragazzo che suonava uno strumento a percussione. La protesta si è accesa subito, un cumulo di ragazzi circondava le pattuglie chiedendo spiegazioni, protestando, ironicamente facendo bolle di sapone vicino alle macchine della polizia locale. Immediatamente è nata una colletta spontanea tra le persone presenti, che ha coperto quasi subito l'intero ammontare della multa.
Da notare che in piazza, stasera, era presente lo stato maggiore della polizia, con vicequestore, vice capo della digos, un numero imprecisato di vigili e di poliziotti, che riprendevano e monitoravano la situazione.
La polizia si è fermata in piazza presidiandola per un lungo lasso di tempo, con l'evidente intenzione di scoraggiare il ritrovo.
Vedendo che la gente non se ne andava, il vice comandante della polizia locale , tale Sgrella, è penetrato, seguito da almeno 10 vigili, tra le persone chiedendo le generalità ad un ragazzo che suonava una chitarra. Con toni provocatori e mettendo per primo le mani addosso, spingendo e trattenendo. Ha acceso da solo una piccola colluttazione coi presenti, che, vedendo la situazione degenerare, hanno unicamente alzato la voce frapponendosi alla prepotenza di Sgrella. Immediatamente sono arrivate in piazza almeno tre jeep della polizia, DALLE QUALI SONO SCESI, CASCHI IN TESTA E MANGANELLI IN MANO i poliziotti formando un cordone di fronte alla gente presente. Da notare ancora che l'arrivo dei poliziotti è stato fin troppo tempestivo e brevemente deciso. Immediatamente hanno circondato la gente che protestava e hanno portato via,con la forza due ragazzi: Gigi e Jack, menando le mani, calciando e spintonando chiunque si frapponesse, anche solo per chiedere spiegazioni. La digos, fino ad allora fintamente disposta al dialogo, ha dato manforte operativa (con mano pesante) al sequestro dei due ragazzi.
Abbiamo visto una scena allucinante: due ragazzi, per il solo fatto di chiedere spiegazioni e protestare per l'incursione della polizia in una piazza dove il reato più grave è stato suonare una chitarra, sono stati pestati e portati via di peso dalle forze dell'ordine al gran completo. Abbiamo visto ufficiali della polizia locale, della digos, della polizia, menare le mani e trascinare a forza due ragazzi nelle volanti. Alle proteste, alle grida di contrarietà, ci siamo visti rispondere con insulti e spintoni.
Il fatto più grave è che la violenza è cominciata dal vice comandante della polizia locale, Sgrella, che per primo ha acceso la zuffa insultando e picchiando, e che la polizia, in assetto anti sommossa, è arrivata nel giro di secondi (non di minuti) dall'inizio della zuffa. A tutti è sembrato chiaro l'intento e il fine: accrescere la tensione per intervenire con la forza, con il manganello, per “dare una lezione”, per far capire il clima: chi suona la chitarra dopo le 22 deve prendere mazzate. Bisogna aver paura di trovarsi in piazza lontano da un bar, dove la socialità si sviluppa spontanea. Chi alza la cresta anche in nome di una cosa innocente e meravigliosa, come vivere una piazza, prenderà manganellate.
Immediatamente, promosso dalle ragazze e dai ragazzi presenti, è nato un corteo spontaneo e non autorizzato verso la questura, per chiedere il rilascio immediato di Jack e Gigi. La gente si è mossa lungo il centro storico gridando “ Verona città libera, liberi tutti subito” fino ad arrivare alla questura, dove i ragazzi hanno protestato, bussando vivacemente al cancello della questura.
Epilogo: dopo che la digos si è frapposta intavolando una falsa e ipocrita discussione, i due ragazzi sono stati rilasciati, con la denuncia di: resistenza a pubblico ufficiale, con aggravante, e rifiuto di fornire i documenti, sempre con aggravante.
A noi sembra chiaro che in questa città ci sia un'emergenza democratica: al suono di una chitarra non si può reagire a manganellate. Alla voce dei ragazzi che vogliono vivere la città in modo libero e sano, non può rispondere un divieto, un'ordinanza restrittiva. Al dissenso per un comportamento becero, come è stato quello delle forze dell'ordine stanotte, non possono seguire botte e denunce a raffica.
Quello che faremo, io e tutti quelli che in piazza Dante vedono uno spazio libero, sarà di continuare a ritrovarci il mercoledì, come sempre, per vivere la piazza della città, e di frapporci con ogni metodo all'oppressione, alle ordinanze folli, alle manganellate della polizia, alla ipocrita retorica della sicurezza sponsorizzata dal sindaco Tosi, alle denunce, alle minacce, alle multe stratatosferiche, al clima autodistruttivo per cui ogni dissenso va cancellato.

Tutto ciò che è stato detto è documentato tramite filmati, testimonianze e, stanotte, tramite un referto medico di uno dei fermati.

Un gnàro, butèl, tòso, sccèt, ragazzo di piazza Dante. Persona. Essere umano."






Ai ragazzi di piazza Dante faccio questo auspicio

“Se la musica è il nutrimento dell'amore, continuate a suonare.”
William Shakespeare

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lunedì 25 maggio 2009

Milano: revocata commissione antimafia


La Commissione antimafia nata in seno al Consiglio comunale di Milano, è stata revocata. L'aula ha infatti approvato, con 29 voti a favore, 24 contrari ed un astenuto, la delibera che ne prevedeva l' annullamento, proposta dallo stesso centrodestra.

Il voto ha scatenato la polemica in aula con l'opposizione che ha deciso di abbandonare i banchi del Consiglio, facendo di fatto venir meno il numero legale. "E' surreale - ha detto il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino - che si chiuda questa commissione. A due giorni dalla commemorazione di Giovanni Falcone, questo atto del Consiglio è insultante. Usciamo dall'aula - ha poi annunciato - perché non vogliamo essere complici di una delle pagine più brutte dell' amministrazione Moratti e perché questo è il modo peggiore per preparare la città al 2015". La risposta è arrivata dal capogruppo Pdl, Giulio Gallera: "Majorino dimostra di citare nomi in maniera strumentale. Questa - ha detto Gallera - è una mistificazione e gli elettori ne sono consapevoli. Il Pd fa demagogia e la reazione di oggi dimostra che una parte del Consiglio voleva usare le parole mafia e antimafia come semplice merce di attacco politico".

ANSA

Fonte: http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=16284&Itemid=48

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sabato 25 aprile 2009

Gli asini dovrebbero tirare la carretta e non ragliare alla Camera dei Deputati



Ecco cosa è successo qualche giorno fa alla Camera dei Deputati nel corso di un dibattito su internet, dove l'onorevole Gabriella Carlucci replica ad Alessandro Gilioli con la misurata pacatezza che la contraddistingue.
Riportiamo inoltre il post di Alessandro Gilioli sul suo blog

Come impressione a caldo sull’incontro che c’è stato oggi alla Camera sulla legislazione per la Rete posso solo dire che la Carlucci non sta affatto bene.

No, dico davvero: aggredisce, urla, s’incazza con chiunque, a un certo punto mi ha augurato che mio figlio venga adescato dai pedofili su Facebook (giuro). Poi ha raccontato che lei passa le sue giornate alla polizia postale cercando di rintracciare chi la insulta on line. Mamma mia, mi dispiace.

Lo so che bisogna ridurre i costi della politica, ma una distribuzione mirata di benzodiazepine alla Camera sarebbe molto opportuna. Io non ho capito com’è che la mandano in giro. No davvero, non è questione di destra o di sinistra, è questione di Tso. Va beh.

Quanto agli altri, giudicate voi, se avete voglia di sciropparvi il video. A me pare che Palmieri, Cassinelli e Melandri abbiano detto cose più o meno condivisibili, ma comunque sono ragionanti, e quindi in confronto a Carlucci hanno giganteggiato. Il radicale Perduca parlava d’altro. D’Alia è semplicemente uno che non sa una mazza di ciò su cui ha legiferato, ora si sta rendendo vagamente conto di aver fatto una cazzata mostruosa e cerca di uscirne limitando i danni.

Comunque il problema vero, in termini politici, è capire che cosa uscirà dalle cogitazioni in corso nel Pdl per sostituire l’emendamento D’Alia con un’altra legge. Palmieri non si è voluto sbottonare in merito, peccato.

Ecco, insomma, la vera legge su Internet - aldilà di D’Alia e Carlucci - la stanno ancora decidendo. Incrociamo le dita.

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mercoledì 22 aprile 2009

Informazione libera ed indipendente 2



Ecco un filmato di una conferenza stampa al g20 di Londra di qualche tempo fa.. I ministri erano al cesso e le nomine della rai si fanno a casa di Berlusconi...

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martedì 21 aprile 2009

Informazione libera ed indipendente



E' interessante notare, la reazione della regia alla lettura del servizio, che in qualche modo, criticava il governo da parte del giornalista David Sassoli.

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domenica 12 aprile 2009

Dalle piccole cose si capisce molto

La notizia che vi riporto parla di Leon una 19enne rumena che fa il mimo in strada a Milano, la quale viene multata perché aveva iniziato mezzora prima del consentito ed qualche metro più in la dello stabilito, per evitare il sole, nonostante avesse pagato regolarmente la licenza per occupare il suolo pubblico.
Diversi passanti hanno protestato come è possibile vedere in questo link, Dario Fo si è offerto di pagare lui personalmente la multa, commentando: «Il fatto che il giovane sia stato multato è indegno di una società democratica e dimostra in modo esemplare l’ottusità di questa amministrazione comunale».
Allo scandalo va aggiunto anche che a Milano ci sono 18 vigili urbani addetti al controllo degli artisti di strada, di più di quelli che dovrebbero verificare la sicurezza nei cantieri.

fonti:
http://milano.repubblica.it/dettaglio/i-vigili-multano-la-statua-vivente-i-passanti-protestano-scatta-la-colletta/1616945

http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1617204

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mercoledì 8 aprile 2009

Dichiarazioni di un Deficiente



Sul blog www.spinoza.it commentavano ironicamente il 6 di Aprile

"Nessuno sarà lasciato solo" ha detto il premier durante la conferenza stampa tenuta eccezionalmente in una caserma della finanza. In effetti è eccezionale che Berlusconi sia entrato in una caserma della finanza.

Il discorso del premier è stato molto apprezzato. Soprattutto perché è riuscito a non raccontare nessuna delle sue storielle.

Quello che si dice parlare troppo presto.



Si trattava di un'intervista rilasciata alla televisione Tedesca.

http://www.rtl.de/rtlaktuell/rtl_aktuell_videoplayer.php?article=27288

le parole di Berlusconi:
[...]
bisogna prendere questo come un camping da fine settimana
[...]

Certamente chi ha perso la casa, un parente, un amico in questa tragedia annunciata sarà d'accordo con lui.
Un fine settimana veramente riuscito...
Per fare questi commenti in una situazione del genere bisogna essere deficenti.

JS

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Il ritorno del Bollino

Ne avevamo gia' parlato ed eccolo che ritorna in barba alla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, dell'8 novembre 2007, che esonerava i privati dall'applicare il famoso bollino.
Chi non muore si rivede.
Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2009, n. 31 e' ristabilito, RETROATTIVAMENTE, l'obbligo di applicazione del famigerato contrassegno antipirateria.

[...]Ai sensi dell'art. 181 e agli effetti di cui agli articoli 171-bis e 171-ter, la Societa' italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) appone un contrassegno su ogni supporto contenente programmi per elaboratore o multimediali nonche' su ogni supporto contenente suoni, voci o immagini in movimento, che reca la fissazione di opere o di parti di opere[...]


cercate di non ricordare piu' di 5 secondi di audio o video o non piu' del 10% di un testo scritto o sarete perseguitati dal fantasma della SIAE :D

PS l'immagine e' sotto licenza
Creative Commons License
opere d'ingegno by JS is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale 2.5 Italia License.
Based on a work at 2.bp.blogspot.com. :D


PPS il post
Creative Commons License
Il ritorno del Bollino by JS is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale 2.5 Italia License.
Based on a work at protesta-univr.blogspot.com.


hehehe
cordiali saluti
JS

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Informazione e Sciacallaggio 2

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lunedì 6 aprile 2009

Aiutiamo le vittime del terremoto in Abruzzo

Volontariato

Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l'emergenza terremoto possono contattare i seguenti numeri:
Il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara: 085 2057631
La protenzione civile di Lanciano (CH): 0872 710807
La protezione civile di Scerni (CH): 0873 919732
La protezione civile di Bussi Sul Tirino (PE): 085 9809390
La protezione civile di Casoli (CH): 0872 993312
La protezione civile di Roseto Degli Abruzzi (TE): 085 8936057
L'associazione http://www.modavi.it, tel: 06/84242188.
Coordinamento Regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato dell'Abruzzo presso il CSV di Chieti: tel. 0871 330473 e-mail: csvch@csvch.org

Nei prossimi giorni il sito internet www.abruzzocsv.org sarà dedicato all'emergenza terremoto; si potrà compilare un formulario di iscrizione per offrirsi come volontari.


Donazioni di sangue

Per donare sangue, che fa sempre bene, contattare i seguenti numeri:
CENTRO AVIS DEL LAZIO (A CUI SI STA APPOGGIANDO L'ABRUZZO): 06 491340
SEDE AVIS DI PESCARA: 085/42.24.820
PRENOTAZIONE DONAZIONI AVIS PESCARA: 085-4221129
CENTRO TRASFUSIONALE DELL''OSPEDALE SANTO SPIRITO DI PESCARA: 085/425 26 87
Oppure rivolgetevi alla struttura AVIS più vicina, che potete trovare qui: http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1545

C'È URGENTE BISOGNO DI SANGUE 0 RH NEGATIVO!!!
CHI HA SANGUE 0 RH NEGATIVO DEVE DONARE E PUÒ CHIAMARE lo 06 45437075 o lo 06 44230134 perché avrà un trattamente di favore... :-)

Donazioni di cibo (a lunga conservazione) e coperte

INVIARE CIBO (E SOLO CIBO) A:
Associazione Banco Alimentare Abruzzo - Onlus
Via Celestino V 4 - 65129 Pescara (PE)
Tel. 085-43.13.975
mail segreteria@abruzzo.bancoalimentare.it

CHI SI TROVA A ROMA PUÒ PORTARE IL CIBO A:
Sede de L'Opinione, via del Corso 117, Tel 06.6954901 - Tel 06.99704299
Fare Ambiente, via Nazionale 243, tel. 06 48029924.

CHI SI TROVA A NAPOLI PUÒ PORTARE CIBO A:
Centro raccolta Croce Rossa Italiana, via s.Giovanni a Teduccio 45, tel: 0812286820

Fornitura di posti letto

Per i posti letto IN ABRUZZO:
Contattare l'Assoturismo Abruzzo, tel: 0854308309

Per il resto d'ITALIA:
chiamate la vostra PREFETTURA di competenza, indicando il n. di posti letto messi a disposizione, il n. di giorni, il vostro n. di telefono e nome. Le prefetture contatteranno la Protezione Civile che raccoglie tutte le disponibilità!

Donazioni di denaro

Donazioni alla Fondazione Banco Alimentare Onlus:
CONTO CORRENTE POSTALE N° 28748200
Intestato a: Fondazione Banco Alimentare Onlus
Causale: emergenza terremoto Abruzzo

Altro modo di donare alla Fondazione Banco Alimentare Onlus:
CONTO CORRENTE BANCARIO
Banca Prossima
IBAN IT52L0335901600100000003514
Intestato a: Fondazione Banco Alimentare Onlus
Causale: emergenza terremoto Abruzzo

Donazione online alla Fondazione Banco Alimentare Onlus:
http://www.bancoalimentare.org/donazioni
Causale: emergenza terremoto Abruzzo

Versamento alla Croce Rossa:
Banca Nazionale del Lavoro - Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma
C/C BANCARIO n° 218020
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma,
IBAN: IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020
Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

Altra possibilità di donare alla Croce Rossa:
Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma
Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO

Link per le donazioni online alla Croce Rossa:
http://www.cri.it/donazioni

Versamento alla Caritas:
Numero di conto corrente postale 82881004,
IBAN: IT77K0760103200000082881004,
intestato a Caritas Diocesana di Roma,
causale: terremoto Abruzzo

Versamento alle Misericordie d'Italia:
Monte dei Paschi di Siena,
Codice Iban: IT03 Y010 3002 8060 0000 5000 036

Bonifico bancario a Mediafriends:
conto corrente intestato a: Mediafriends
IBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387
Causale: terremoto Abruzzo

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domenica 5 aprile 2009

La solita disfattista stampa Italiana



Le notizie disfattiste della solita stampa faziosa Italiana rovinano l'immagine nostra e del premier all'estero, per cui bisognerebbe prendere dure misure!
Ma vediamo cosa dicono di noi all'estero: il Times, la Bbc, il Telegraph, il Guardian, il Mirror, Euronews e Le Télégramme.
Quella si che è stampa seria! Credo che effettivamente questi provvedimenti debbano essere presi, l'Italia non può e non deve essere una democrazia!!

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sabato 4 aprile 2009

Il caso di Kante Kadiatou

Qualche tempo fa denunciavamo delle problematiche legate al pacchetto sicurezza.
Oggi queste preoccupazioni, si sono concretizzate ancora prima che la legge fosse entrata in vigore a tutti gli effetti, è il caso di Kante Kadiatou una ragazza 25enne ivoriana, che recatasi al "Fatebenefratelli" di Napoli per partorire, è stata denunciata alla polizia per immigrazione clandestina, il figlio gli è stato sottratto e dato in affido alle autorità per 10 giorni.
In realtà possedeva un passaporto scaduto, che è stato esibito alle autorità, ed era in attesa di asilo politico, che fortunatamente è stato concesso velocemente, una volta scoppiato il caso.
Purtroppo, se il pacchetto sicurezza passerà, cosi come è, questa vicenda sarà soltanto la punta di un iceberg, che trasforma la gioia del parto in un evento traumatico e pericoloso.
Siamo speranzosi che possa essere cambiato, difatti vi è una spaccatura nella maggioranza, dove Alessandra Mussolini, tacciata di essere comunista, e altri 101 parlamentari chiedono al premier di non porre la fiducia su questo disegno di legge.

Fonti:
http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/5401747/2
http://napoli.repubblica.it/dettaglio/kante-avra-il-permesso-di-soggiorno/1613249
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/03/sicurezza-maroni-101-deputati.shtml?uuid=56e89dda-1463-11de-8bd3-b244db82af1d&DocRulesView=Libero

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venerdì 3 aprile 2009

Un disegno di legge contro i diritti

Questo articolo è preso da Nature e tradotto dal sito italiadallestero.info

Il Senato italiano ha approvato un disegno di legge che ignora la volontà dei pazienti e la Costituzione stessa del Paese.

Il 26 marzo il Senato italiano ha approvato un disegno di legge che darebbe ai medici del Paese il diritto di ignorare il testamento biologico di coloro che sono in uno stato vegetativo permanente, per provare a tenere in vita i pazienti grazie alla nutrizione artificiale.

La misura ha causato intense polemiche. Molti Paesi possiedono leggi o codici stabiliti per le procedure mediche, che proteggono la volontà espressa da un individuo di rifiutare trattamenti qualora diventi gravemente inabile ed incapace di comunicare. Nella maggior parte degli stati USA, per esempio, un medico deve negoziare con i parenti attraverso un comitato etico, se crede che un paziente incapace di comunicare possa trarre beneficio da ulteriori trattamenti. Invece il disegno di legge italiano, ora in discussione in Parlamento, consente espressamente ai medici di ignorare tali testamenti biologici. Esso afferma inoltre che la nutrizione artificiale - che richiede l’impianto di un tubo per l’alimentazione nello stomaco - non sia considerata un intervento clinico.

Curiosamente, la legge proposta si applica solo ai pazienti in coma profondo e prolungato, noto come stato vegetativo persistente, e non a quelli con altre malattie inabilitanti in modo simile. Questo perché il disegno di legge è stata incitato dalla recente ed ampiamente pubblicizzata morte di Eluana Englaro, che ha passato 17 anni in stato vegetativo in seguito ad un incidente automobilistico avuto all’età di 21 anni. Il padre, sostenendo che sua figlia avesse espresso il desiderio di essere lasciata morire qualora avesse perso la capacità di intendere e volere, aveva insistito con i medici riluttanti affinché le sospendessero l’alimentazione artificiale. Alla fine, ha intrapreso un’azione legale, avendo la meglio in un tribunale dopo l’altro nella battaglia contro gli appelli dei medici. A febbraio, ha ottenuto finalmente che la figlia venisse trasferita in un ospedale disposto a rimuovere il tubo dell’alimentazione. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha emanato un decreto di urgenza per bloccare il processo, ma il Presidente della Repubblica si è rifiutato di firmarlo. La crisi costituzionale è stata evitata quando la Englaro è morta il 9 febbraio.

I sondaggi hanno evidenziato che la larga maggioranza di italiani non appoggiano l’idea che il testamento biologico possa essere ignorato. Ma le società scientifiche più importanti sono rimaste in silenzio. La Federazione dei Medici Italiani ha pubblicato solamente una mite dichiarazione in seguito al voto del Senato, suggerendo che avrebbe dovuta essere stata consultata a riguardo.

Nel corso di una vicenda così tragica come quella della Englaro, un sentimento alimentato dai media non è certo una buona base per fare leggi. La Costituzione italiana afferma che nessuno può essere costretto a sottoporsi ad un trattamento medico senza il suo consenso. La camera dei Deputati deve ora assicurare che il disegno di legge venga permeato dal giusto livello di complessità scientifica e legale e che risponda a tale disposizione costituzionale. La discussione avrà bisogno di considerare il richiesto maggiore coinvolgimento della comunità medica e le disposizioni dovrebbero essere fatte tenendo conto delle obiezioni di coscienza di chi si prende cura dei pazienti. Ma un medico la cui coscienza impedisca di rimuovere personalmente un tubo per l’alimentazione non dovrebbe certo avere l’ultima parola sulla vita o la morte di un paziente la cui volonta è stata espressa chiaramente.


Fonte originale:
http://www.nature.com/nature/journal/v458/n7238/full/458550a.html

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Testamento Idiologico



Il 26 marzo il Senato ha approvato il disegno di legge Calabrò sul testamento biologico, senza ascoltare nessun emendamento dei numerosi proposti dall'opposizione, di fatto non vi è stata alcuna discussione è stato semplicemente imposto dalla maggioranza.
Una vera democrazia non si misura su quanto è forte la parte che governa, ma su quanto vengono tutelate le minoranze, in altri termini su quanto le scelte cerchino di danneggiare o limitare le libertà del minor numero di persone.
Prima di parlare del testamento biologico in se volevamo soffermarci sul fatto che pare che tutti i giornalisti si siano scordati che il Berlusconi che oggi difende la vita è lo stesso che negli anni '80 ha fatto abortire sua moglie al settimo mese di gravidanza, come riportato dalla stessa Veronica in un intervista sul "Corriere" di qualche anno fa.
Personalmente ci troviamo d'accordo con la Chiesa Cattolica quando dice che nella nostra società, un malato che non produce reddito viene vista come un peso, e che questo non dovrebbe essere motivo di scelta sul fine vita. Spesso essere in determinate situazioni significa il non essere accettati da chi ci sta intorno, e che ci vorrebbe più umanità e comprensione.
Crediamo però che queste ragioni, non debbano essere confuse con la libertà di scelta su quali trattamenti medici accettare o rifiutare, di sicuro la nostra società deficita di umanità, ma il problema non si risolve imponendo delle scelte.
Detto questo, analizziamo cosa sancisce questo testamento biologico:

testamento biologico Art 1

1. La presente legge, tenendo conto dei princìpi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione: [...]

testamento biologico Art 3

[...]
6. Anche nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità,

fatta a New York il 13 dicembre 2006, l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento.

[...]

E allora a che serve il testamento biologico? Lasciare a una persona la possibilità di decidere sul suo futuro o su come deve finire la SUA vita mi sembra il minimo che una societa' civile possa fare per i propri cittadini.
Permettere la scelta non toglie o limita la liberta', la estende. Nessuno obbliga chi vuole restare in vita a qualunque costo a sospendere i trattamenti. Si chiede solo di permettere ad un individuo di fare la propria scelta in merito. Se IO ritengo che una vita da vegetale non sia da considerarsi tale allora devo essere IO e solo IO a poter decidere. Se voglio lasciare disposizioni perche' mi lascino morire se divento un vegetale con quale diritto lo Stato me lo puo' negare?
Nei paesi civili il testamento biologico ha lo scopo di sollevare il medico e i parenti dalla responsabilita' di decidere sul fine vita di una persona e di chiarire, in modo chiaro e univoco, cosa questa voglia fare in casi estremi come quelli di Piergiorgio Welby e Eluana Englaro. Qui, questa dichiarazione, vale meno della carta su cui e' scritta.

testamento biologico Art 7

1. Le volontà espresse dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento sono prese in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno.
[...]
Di fatto, come si può notare, questo comma rende completamente inutile la stesura di un testamento biologico.

Costituzione

Art. 13.

La libertà personale è inviolabile.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

Mi sembra che la costituzione sia chiara sulla liberta' individuale.

Costituzione
Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Come questi articoli possano essere in accordo con la costituzione lo sanno solo loro. Saro' libero di decidere PER ME quali sono i limiti del rispetto della MIA persona.

Alla prossima
JS e Paggio

Fonti
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00311657.pdf
http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm
http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=87875&idCat=99

Vi consigliamo di leggervi anche il comunicato stampa di ieri 2 Aprile della Consulta di Bioetica di Verona che potete scaricarvi da qui

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