giovedì 10 dicembre 2009

Educazione civica questa sconosciuta ...

Forse sarebbe il caso di indicare al ministro Gelmini la necessità di indire corsi di educazione civica anche per le cariche istituzionali, dato che giusto oggi il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni ha dimostrato di non conoscere nè l' educazione civica nè il nostro ordinamento giuridico.
Nel suo intervento all' assemblea del Partito Popolare Europeo qui il video dell' intervento il presidente del Consiglio anzitutto dimostra di non sapere che nelle moderne democrazie, compresa la da lui tanto decantata e presa a modello America, il potere giudiziario (ovvero i Pubblici Ministeri che lui sprezzantemente chiama Pubblici Accusatori) non dipende e non deve dipendere dal potere politico, secondo il principio della distinzione dei tre poteri : legislativo, esecutivo (le forze dell' ordine, per capirci) e giudiziario.
Poi dimostra ancora di più (casomai se ne sentisse il bisogno) la propria arroganza e piccolezza morale sentenziando che "se le leggi fatte (ma dire proposte o promulgate fa così schifo ?) dal Parlamento non piacciono al partito dei giudici (la prossima volta che andate in tribunale ricordatevi che i giudici sono tutti dei cattocomunisti che vogliono il vostro male) la Corte Costituzionale le abroga". Peccato che l' unica legge di cui sia capitato nel recente passato di sentire dall' informazione che è stata abrogata dalla Corte Costituzionale sia stata il cosidetto "Lodo Alfano" che, guarda caso, violava giusto un paio di articoli di quel documento redatto una sessantina di anni fa dai padri della Repubblica Italiana.
Nel suo pur breve intervento (lo spezzone di video citato dura all' incirca 4 minuti) il nostro prode Cavaliere martire ha il tempo di ribadire che lui è uno con le palle e che i suoi sostenitori sono sempre più convinti e fiduciosi in lui e dimostra anche di non conoscere il nostro ordinamento quando asserisce che una legge bocciata dal "partito dei giudici" per bocca della Corte Costituzionale sia quella che il governo aveva proposto per vietare l' appello in caso di assoluzione in primo grado. Legge che, asserisce il premier, era stata presentata per non martoriare la vita dei cittadini venendo processati due volte per lo stesso reato. Peccato che abbia dimenticato che nel nostro ordinamento vige già il principio del "ne bis idem", ovvero non si può essere processati due volte per lo stesso reato e che i cosiddetti "processo di appello" e "processo di Cassazione" non sono in realtà veri processi, ma revisioni di quell' unico processo che è già stato celebrato durante il dibattimento di primo grado.
E questa gente è quella che vorrebbe mettere mano alla giustizia ... come diceva un vecchio film "Se tutto va bene siamo rovinati".




Riganja

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martedì 8 dicembre 2009

Salvatore Borsellino No B Day




Salvaguardiamo il diritto di Berlusconi a farsi processare.




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mercoledì 11 novembre 2009

Riforma della (in)Giustizia


Mi sembra doveroso fare un po' di chiarezza in mezzo al tam tam sulla riforma della giustizia che il governo ha tanta fretta di approvare.
Partiamo dal presupposto, direi indiscutibile, che i processi in Italia durano una mezza eternità e che la gente si è rotta decisamente dello status quo e reclama processi di durata decente. E fin qui nulla da eccepire al governo, il problema è (come accade abbastanza spesso con l' attuale governo di centro-destra) che la strada per l' inferno è lastricata di ottime intenzioni ma poi i mezzi usati per dare corpo a quelle intenzioni sono palesemente sbagliati.
Quello che la riforma della giustizia proposta dal governo suggerisce è di ridurre di un quarto i tempi della prescrizione per i reati punibili con pena inferiore a 10 anni, vale a dire che si cessa di essere giudicabili per il reato ancora più in fretta (e questa previsione ha tanto il sapore di un modo di incentivare anzichè disincentivare le lungaggini burocratiche, perchè se sono avvocato e so che il mio cliente è colpevole cercherò di tirarla per le lunghe in modo che intervenga la prescrizione a meno di non essere completamente stupido), ed inoltre prevede una sorta di "timeout" entro il quale si deve celebrare ciascun grado di giudizio,sempre per i reati con pena inferiore a 10 anni, pena la cessazione del processo (e dato che in Italia non si può essere processati due volte per il medesimo reato questo significa impunità per i colpevoli qualora non si riesca a dimostrare la colpevolezza entro i termini). Questo sarebbe bellissimo se ci fossero le condizioni per attuarlo, ovvero se le procure avessero i mezzi per riuscire a celebrare i processi di primo grado entro 3 anni, quelli d' appello entro 2 e quelli di Cassazione entro 1, condizioni che (stante la relazione del ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano al Parlamento giusto qualche giorno fa) non ci sono se per un processo ci vogliono in media 7 anni e mezzo per terminare i tre gradi di giudizio mentre la riforma ne concede al massimo 6 (3 di primo grado, più 2 d'appello, più 1 di Cassazione). Se poi aggiungiamo il fatto che sono inclusi i processi in corso di celebrazione in primo grado (tra cui, a voler fare i malpensanti come insegna una nota massima andreottiana, guardacaso ci sono i due processi Mills e Mediaset che riguardano il premier) la sensazione di una ennesima legge ad personam si accentua ulteriormente.Ai posteri l' ardua sentenza su dove finirà l' Italia se si continuano a promulgare leggi che per avvantaggiare un singolo cittadino sono degli autentici regali alla delinquenza sia comune che organizzata ...

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mercoledì 7 ottobre 2009

CASSATO!

La consulta cassa il lodo Alfano.

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domenica 4 ottobre 2009

Coming soon

La prossima release di Ubuntu, Karmic Koala coming soon :)


Un consiglio, prima di provarla, aspettate la versione definitiva. Di solito fra la beta e la stable c'è differenza come fra il giorno e la notte.
Comunque un po' di promozione a questo OS non fa mai male, enjoy

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martedì 15 settembre 2009

Deliri di un regime decadente



Caro Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, volevo falre notare come l'Italia investe nello spettacolo e nella cultura, solo lo 0,22% del PIL a differenza della media Europea che si attesta attorno all'1,5% e personaggi come Mozart e Vivaldi hanno vissuto grazie ai vitalizi di nobili e regnanti dell'epoca. Inoltre il FUS finanzia anche La Scala di Milano, La Fenice e L'Arena di Verona, che gia' ora sono a rischio di chiusura. Crede che l'innovazione possa avvenire tagliando cosi drasticamente fondi alla cultura, e all'Universita'? Inoltre perche' non considera il mestiere di un artista un lavoro?

Paggio

Mi permetto inoltre di dedicarle questa poesia
Ieri ascoltammo il re scoreggione
Era dolce come torrone
E benché non fosse granché in voce
Rumoreggiava in modo atroce
Wolfgang Amadeus Mozart.

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domenica 6 settembre 2009

Nature: Mani Pulite, prego


Il governo italiano deve mantenere una cauta distanza dall' industria.

Quindici anni orsono, all' apice della campagna anticorruzione italiana 'Mani Pulite', la polizia irruppe in casa di Duilio Poggiolini, capo del comitato nazionale per la registrazione dei farmaci, e scoprì lingotti d' oro sotto le assi del pavimento. Per molti italiani l' immagine di quei luccicanti lingotti ancora risuona - un simbolo duraturo di un tempo in cui personalità del governo ("government officals", n.d.t.) , fino al ministro della salute incluso, ricevevano abitudinalmente mazzette dall' industria farmaceutica per approvare dei farmaci e fissare i loro prezzi.

Vennero prese delle misure (lett. "dei passi vennero fatti", n.d.t.) per evitare che una situazione simile accadesse di nuovo. Quindi è preoccupante che Nello Martini, un farmacista senza legami con la politica, sia stato destituito dal nuovo governo del Primo Ministro Silvio Berlusconi dalla direzione dell' AIFA, l' agenzia autonoma creata nel 2004 per registrare i farmaci e supervisionare il loro utilizzo. Martini ha portato a termine con successo il mandato di limitare la spesa spiraleggiante (con una crescita a spirale, suppongo. n.d.t.) al 13 % del budget totale per la salute. Ma nel processo è incappato nell' ira dell' industria. Solo alcune settimane fa i pubblici ministeri di Torino ("government prosecutors", n.d.t.) hanno accusato Martini di 'Disastro Colposo', cioè di aver 'non intenzionalmente causato un disastro', per i ritardi burocratici nell' aggiornamento dei bugiardini di accompagnamento di alcuni farmaci in merito agli effetti collaterali - sebbene nessuno richiedesse più che una leggera riformulazione ("cambio di parole", n.d.t.) del testo esistente.

Martini è stato sostituito a metà luglio dal microbiologo Guido Rasi, un membro del C.d.A. dell' AIFA, che è stato descritto dalla stampa italiana come vicino al partito di estrema destra Alleanza Nazionale, che fa parte della coalizione di governo di Berlusconi. Ancora più preoccupantemente il governo, che si è insediato a maggio, afferma di stare pianificando di ridurre il potere dell' AIFA separando la decisione in merito al prezzo dei farmaci dalle considerazione tecniche in merito alla loro efficacia, riportando la decisione sui prezzi al ministero della salute e del welfare.

In un momento in cui tutte le nazioni stanno lottando per trovare un modo per poter pagare medicinali di nuova generazione enormemente costosi all' interno di budgets limitati questo ha pochissimo senso.
L' agenzia autonoma ha bisogno di essere in grado di integrare tutte le informazioni tecnico-economiche se l' Italia deve far funzionare un sistema sanitario economicamente produttivo ("cost-effective",n.d.t.). Inoltre le connessioni tra il ministro della salute e del welfare e l' industria sono spaventosamente strette ("uncomfortably close", n.d.t.).Per esempio la moglie del ministro Maurizio Sacconi è la direttrice generale di Farmindustria, l' associazione che promuove gli interessi dell' industria farmaceutica.

In effetti il governo Berlusconi ha mostrato sconvolgenti tendenze a permettere che interessi industriali guadagnassero influenza sulle agenzie statali. Alcune settimane dopo il congedo di Martini, l' agenzia spaziale italiana è stata posta nelle mani di un commissario che capeggia la divisione spazio del gigante aerospaziale Finmeccanica. Il governo dovrebbe pensare due volte se vuole veramente aprire la porta che era stata deliberatamente chiusa dopo l' affare Poggiolini.

Articolo originale: http://www.nature.com/nature/journal/v454/n7205/full/454667b.html

Si ringrazia Gianluca per la traduzione

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